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Perdere peso per prevenire il tumore al seno

Perdere peso aiuta a prevenire i tumori

Per la prevenzione del tumore al seno anche perdere peso è importante, bruciare i grassi in eccesso contribuirebbe infatti a ridurre alcuni marcatori del carcinoma mammario. Sono numerosi gli studi che evidenziano il legame tra una massa grassa (o FM, dall'inglese Fat Mass) eccessiva e il cancro, una nuova conferma arriva dai laboratori olandesi della UMC Utrecht (University Medical Center Utrecht). Secondo gli esperti non bisognerebbe concentrarsi unicamente sul grasso addominale ma bisognerebbe puntare a ridurre il grasso corporeo totale. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Endocrine-Related Cancer (Association between changes in fat distribution and biomarkers for breast cancer - Doi: 10.1530/ERC-16-0490).

Le strategie preventive del tumore al seno sono diverse, alcune passano per la prevenzione primaria mentre altre riguardano la prevenzione secondaria. Con la prevenzione primaria si cerca di individuare, così da portele rimuoverle, tutte le cause che possono contribuire a far sviluppare un tumore, i cosiddetti fattori di rischio. Negli ultimi anni si sta facendo strada nella prevenzione primaria la farmaco-prevenzione, vengono in pratica utilizzati dei medicinali, ma anche vitamine e altre sostanze (oligoelementi, sali minerali, ecc.), in grado di contrastare l'insorgenza di una o più malattie. Considerando che non si utilizzano esclusivamente dei farmaci, è bene precisare che il nome "farmaco-prevenzione" è improprio, anche se genericamente lo si utilizza per identificare questa pratica. La farmaco-prevenzione è molto promettente ma, almeno per il momento, non è in grado di sostituire uno stile di vita sano. Se quindi si è in sovrappeso, l'unico modo per ridurre il rischio di tumore al seno dato da questa condizione è quello di perdere peso con una dieta equilibrata e l'attività fisica (non per forza bisogna andare in palestra, basta anche camminare tutti i giorni).

Per aumentare le probabilità di guarigione, e di conseguenza l'aspettativa di vita, è molto importante anche la prevenzione secondaria. Se con la prevenzione primaria si cerca di prevenire l'insorgenza della malattia riducendo i fattori di rischio, con la prevenzione secondaria si punta ad una diagnosi precoce. La scoperta di un tumore al seno in uno stadio iniziale, generalmente grazie alla mammografia e all'ecografia, permette di intervenire con terapie meno invasive e aumenta la probabilità di guarigione completa. È sopratutto grazie alla prevenzione secondaria che oggi si possono salvare le vite di molte più donne rispetto al passato.

Willemijn A van Gemert, prima autrice dello studio, spiega che per esaminare la relazione tra rischio di tumore al seno e grasso corporeo sono state coinvolte 243 donne in post-menopausa con un BMI superiore a 25 (un valore che indica una condizione di sovrappeso). Tutte le partecipanti, grazie alla dieta e all'attività fisica, in sedici settimane hanno perso tra i 5 e i 6 Kg. All'inizio e alla fine dello studio sono stati raccolti alcuni dati relativi ai livelli degli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) e di leptina, un piccolo ormone di natura proteica che svolge un ruolo centrale nel regolare il senso di sazietà. Per valutare la variazione di peso corporeo non ci si è affidati unicamente alla bilancia, sono state utilizzate anche altre tecniche, come la risonanza magnetica nucleare (MRI) e la Dexa (assorbimetria a raggi X a doppia energia), utili a misurare la massa lipidica (o massa grassa).

Analizzando tutti i dati è emerso che una riduzione globale del grasso corporeo contribuisce a ridurre in maniera significativa diversi fattori di rischio del tumore al seno, se però la perdita di peso è localizzata unicamente alla zona addominale si riescono a ridurre solo quei fattori di rischio associati all'infiammazione. Anche una riduzione del grasso addominale è comunque importante, contribuisce infatti a migliorare la salute cardiovascolare, per quanto riguarda la prevenzione del tumore al seno si ottengono però dei benefici maggiori se si riduce la massa grassa totale.

Perdere peso camminando per prevenire il tumore al seno

Fino a qualche tempo fa si pensava che solo gli ormoni prodotti dal tessuto adiposo fossero gli unici responsabili della correlazione tra obesità e rischio di sviluppare il tumore al seno (Reduced-Calorie Dietary Weight Loss, Exercise, and Sex Hormones in Postmenopausal Women: Randomized Controlled Trial - Doi: 10.1200/JCO.2011.37.9792). Alcuni ricercatori, analizzando dei frammenti di tessuto mammario di donne e di topi, hanno però scoperto che in caso di sovrappeso e obesità la matrice extracellulare che circonda le cellule lipidiche diviene più "rigida" creando, a livello del seno, un microambiente favorevole allo sviluppo delle cellule tumorali. I risultati di questo studio (Obesity-dependent changes in interstitial ECM mechanics promote breast tumorigenesis - Doi: 10.1126/scitranslmed.3010467) hanno poi portato ad ulteriori ricerche che hanno permesso di approfondire i fattori di rischio collegati all'obesità e al sovrappeso.

Oggi si sa che il profilo lipidico può influire sullo sviluppo del tumore mammario femminile, in particolar modo quando c'è un BMI (noto anche come IMC da Indice di Massa Corporeo) aumentato. I miofibroblasti, che sono presenti in concentrazioni maggiori nel tessuto adiposo delle donne in sovrappeso rispetto alle donne normopeso, tendono a compattarsi e danno luogo a un'insolita rigidità. C'è poi un altro aspetto legato sempre ai miofibroblasti, essi sono implicati nella formazione di alcune molecole che possono stimolare un processo infiammatorio che favorisce lo sviluppo e la crescita di un tumore.

In base ai risultati dello studio olandese, bisognerebbe stare attenti anche ai livelli plasmatici di leptina. Questo perché è un ormone, la cui espressione è direttamente proporzionale alla quantità di grasso corporeo, implicato nella stimolazione della proliferazione e la differenziazione di diversi tipi di cellule che potrebbe avere un certo ruolo nello sviluppo del carcinoma della mammella.

Il sovrappeso è l'obesità sono un problema per numerose malattie, nella maggior parte dei casi il fattore di rischio è riconducibile al profilo ormonale e alle alterazioni a livello di metabolismo. In altri casi, come ad esempio nel tumore al seno, non bisogna però stare attenti solo ai cambiamenti biochimici ma bisogna considerare ance quelli biofisici che possono avere un ruolo altrettanto centrale nella genesi e nella diffusione del tumore.

I risultati di questi studi evidenziano ancora una volta quanto sia importante, specialmente per le donne in menopausa che presentano un maggior rischio di tumore al seno, mantenere il peso forma e, se si ha qualche Kg di troppo, perdere peso. Anche se la durata del sovrappeso e dell'obesità nelle donne è associata al rischio di sviluppare un tumore, il rischio aumenta infatti di una certa percentuale ogni 10 anni di sovrappeso (Duration of Adulthood Overweight, Obesity, and Cancer Risk in the Women's Health Initiative: A Longitudinal Study from the United States - Doi: 10.1371/journal.pmed.1002081), non è mai troppo tardi per mettersi a dieta. Secondo alcune ricerche, in caso di obesità, basterebbe una perdita di appena il 5 per cento del proprio peso per ridurre di un quarto il rischio per i più comuni tumori al seno estrogeno-sensibili. Rientrando in un range di normopeso si potrebbe ridurre il rischio addirittura del 50 per cento.

Stare attenti al proprio peso corporeo non è poi importante solo per prevenire diversi tumori, potrebbe influire anche sulle recidive. In base ai dati di uno studio condotto dall'Istituto nazionale dei Tumori (Int) di Milano, l'obesità può raddoppiare il rischio recidiva di cancro al seno.

Se non siete in forma, la possibilità di ridurre il rischio di un tumore al seno potrebbe essere un buono stimolo per rientrare nel peso forma. Se invece siete a dieta e non riusciste a perdere peso potreste trovare alcuni spunti nell'approfondimento "Perché non riesco a dimagrire?".

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