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Osteoporosi alimentazione: proprietà yogurt e densità ossea

Donna mangia Yogurt per prevenire l'osteoporosi

Osteoporosi e alimentazione sono strettamente legate, anche se il picco di massa ossea si raggiunge verso i 25-30 anni, una dieta ricca di calcio è importante anche dopo per il mantenimento della massa minerale ossea (scopri quanto calcio assumere al giorno in base all'età). Una corretta alimentazione, in tutte le fasi della vita, non va quindi sottovalutata perché può aiutare concretamente a prevenire osteoporosi e fratture. Stando ai dati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori irlandesi del Trinity College di Dublino, in collaborazione con alcuni colleghi del Mercers Institute for Research on Ageing e della Ulster University di Coleraine, mangiare regolarmente yogurt aiuta a rinforzare le ossa negli over 60 e previene, di conseguenza, la cura dell'osteoporosi. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sulla rivista Osteoporosis International (Greater yogurt consumption is associated with increased bone mineral density and physical function in older adults - Doi: 10.1007/s00198-017-4049-5).

Eamon Laird, primo autore dello studio e ricercatore presso il Centre For Medical Gerontology del Trinity College di Dublino, evidenzia come già si sapesse che lo yogurt è un alimento molto importante per le ossa, esso è infatti ricco di calcio e altre sostanze nutritive. I nuovi dati, anche se frutto di uno studio clinico osservazionale, sono interessanti perché mostrano che un aumento del consumo di yogurt potrebbe rientrare in una strategia valida per contrastare la fragilità ossea e l'osteoporosi, una delle principali malattie a carico dello scheletro. Si tratta di una patologia che colpisce sia gli uomini che le donne, queste ultime, però, presentano un rischio ben 4 volte superiore dopo la menopausa.

I risultati di questo nuovo studio potrebbero essere molto utili per le donne caucasiche ed asiatiche, esse, rispetto a quelle di origine africana, hanno infatti un rischio maggiore di osteoporosi. Ci sono poi altre situazioni che possono incrementare il rischio della malattia. Secondo alcune indagini, la concomitanza di una bassa densità minerale ossea (BMD dall'inglese Bone Mass Density) e di una precedente frattura, incrementa notevolmente il rischio di incorrere in ulteriori fratture. Statisticamente, ben il 63 per cento delle donne con frattura del femore hanno avuto in passato anche fratture vertebrali. Inoltre, le donne che hanno avuto fratture vertebrali da fragilità devono stare molto attente alle frattura del collo femorale in quanto presentano un rischio doppio. Per queste donne può essere utile quindi sapere quali cibi fanno bene alle ossa e prevengono le fratture e cosa mangiare in una dieta per l'osteoporosi.

Miriam Casey, coordinatrice della ricerca, spiega che per condurre l'indagine si è partiti dai dati relativi alle abitudini alimentari di 4.310 persone che avevano preso parte a uno studio di coorte (un tipo di studio osservativo usato in campo medico) del Trinity Ulster Department of Agriculture ageing. Il campione selezionato è stato poi diviso in tre gruppi: nel primo sono stati inseriti gli "amanti" dello yogurt (con un consumo giornaliero superiore al vasetto), nel secondo gruppo c'erano i consumatori abituali di yogurt (con una media di 2-3 vasetti a settimana) e infine chi non amava lo yogurt (nessun vasetto consumato settimanalmente). Sono stati poi raccolti ulteriori dati mediante la densitometria ossea (nota anche come MOC, acronimo di Mineralometria Ossea Computerizzata), un esame radiografico utile per misurare il Contenuto Minerale Osseo (BMC) e la Densità Minerale Ossea (Bone Mineral Density o BMD) del segmento osseo in esame. Per valutare obbiettivamente i dati si è tenuto conto dell'assunzione di altri latticini, pesce, carne e alcol, sono stati poi esclusi gli individui che presentavano altri fattori di rischio per le ossa, per esempio i fumatori.

Dall'analisi dei dati ripuliti è emerso che le donne e gli uomini che consumavano più yogurt, rispetto ai non amanti dell'alimento, presentavano una densità minerale delle ossa dell'anca e del collo del femore superiore (mediamente + 3,1-3,9 per cento). Il derivato del latte contribuiva anche a migliorare alcune funzioni fisiche, in questo caso il gruppo degli amanti dello yogurt ha registrato un + 6,7 per cento. Per quanto riguarda il rischio di fratture ossee, gli uomini che mangiavano più yogurt avevano una probabilità inferiore del 9,5 per cento.

Dall'indagine è infine emerso che le donne amanti dello yogurt, almeno un vasetto al giorno, presentavano una riduzione del 31 per cento del rischio di osteopenia (una condizione dell'osso dove la densità minerale ossea è più bassa del normale). Lo yogurt sembrerebbe essere utile anche per l'osteoporosi, chi lo mangiava abitualmente aveva infatti il 39 per cento di probabilità in meno di essere colpita dalla malattia. Negli uomini il dato registrato è anche superiore, in questo caso chi mangia abitualmente yogurt vede scendere il rischio di osteoporosi del 52 per cento rispetto a chi non lo consuma mai o lo mangia raramente.

Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di verificare, attraverso dei dati sperimentali, quanto rilevato dai dati osservazionali. Una ricerca che potrà aiutare a capire quali meccanismi contribuiscono a dare questi benefici riconducibili ai macro e micro-nutrienti dello yogurt.

Prevenzione, diagnosi e cura dell'osteoporosi

Nella prevenzione dell'osteoporosi la dieta ha un ruolo importantissimo, l'alimentazione ricopre però un ruolo centrale anche nella cura. Un adeguato apporto di calcio attraverso la dieta è fondamentale nei primi anni di vita per raggiungere un buon picco di massa ossea e, successivamente, per prevenirne e rallentarne la perdita. L'apporto di calcio consigliato varia a seconda del sesso, dell'età o a particolari periodi come potrebbero essere quelli della gravidanza o dell'allattamento al seno. Di seguito riportiamo una tabella con i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) relativi al calcio:

Quanto calcio al giorno (mg/die)
Genere e/o condizione Età LARN
Maschi e femmine Inferiore a 1 anno 600
" Da 1 a 6 anni 800
" Da 7 a 10 anni 1000
" Da 11 a 17 anni 1200
" Da 18 a 29 anni 1000
Maschi Da 30 a 59 anni 800
" Da 60 in poi 1000
Femmine Da 30 a 49 anni 800
" Da 50 anni in poi 1200-1500*
Gravidanza e allattamento - 1200

(*) Le donne nella fase di post-menopausa dovrebbero assumere quotidianamente un quantitativo di calcio che va da 1200 a 1500 mg, questo ovviamente vale se non si segue nessuna terapia sostitutiva con estrogeni. In caso di terapia con estrogeni il fabbisogno è uguale a quello degli dei maschi: 1.000 mg/die.

Per prevenire l'osteoporosi non è importante solo l'alimentazione (per maggiori informazioni potete leggere: Cibi che fanno bene alle ossa e prevengono le fratture) ma anche l'attività fisica. Tenendo l'organismo in allenamento, ad esempio camminando tutti i giorni, si può infatti contrastare la perdita di massa ossea.

Purtroppo non è facile riconoscere l'osteoporosi e, di conseguenza, spesso non viene trattata adeguatamente. La malattia non provoca nessun dolore e capita di frequente che la si scopra quando è ormai tardi solo dopo ad una frattura. L'osteoporosi non va sottovalutata, essa può portare a gravi conseguenze che comportano lunghi periodi di degenze ospedaliere senza potersi alzare. In alcuni casi possono essere necessari anche degli interventi chirurgici e ci può essere il rischio d'invalidità permanente con conseguente perdita di autonomia. Ci possono essere anche casi di osteoporosi fratturativa severa che, in particolari circostanze, possono essere anche mortali. Uno degli obbiettivi della medicina è quindi quello di riuscire a trattare la malattia senza arrivare alla sua manifestazione conclamata, la frattura.

Partendo dalla considerazione che l'osteoporosi è una malattia che colpisce prevalentemente il sesso femminile dopo la menopausa, è importante dedicare particolare attenzione alle donne durante tale fase della loro vita. Per diagnosticare l'osteoporosi esistono degli esami clinici specialistici, il più noto è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), si tratta di un esame non invasivo e sicuro (l'esposizione alle radiazioni, paragonabili a quelle di una normale radiografia, è molto bassa). Lo specialista valuta la presenza di osteoporosi in base alla misurazione del contenuto minerale osseo (BMC) e della densità minerale ossea (BMD) in determinati siti scheletrici (nella maggior parte dei casi estremità prossimale del femore o vertebre lombari). Grazie alla MOC è possibile anche valutare nel tempo l'efficacia di una data terapia seguita dal paziente.

Osteoporosi: cura

Rispetto al passato oggi si ricorre molto meno ai trattamenti con gli estrogeni. La terapia estro progestinica può però essere tutt'ora una buona scelta per la prevenzione dell'osteoporosi nei casi di menopausa precoce. I benefici sono invece praticamente assenti nel caso di donne in post-menopausa fisiologica, in queste situazioni il suo effetto terapeutico è praticamente inesistente mentre sono rilevanti i possibili effetti collaterali : si registra un maggior rischio di problemi cardiovascolari, tromboembolismo venoso, eventi cerebrovascolari e tumore al seno.

Cura osteoporosi

Osteoporosi: farmaci

Nella cura dell'osteoporosi i Bisfosfonati (conosciuti anche con la sigla BF, bis-fosfonati o difosfonati), una classe di farmaci scoperti verso la fine degli anni '60, sono ancora oggi i medicinali più utilizzati per trattare la perdita di massa ossea. I BF, legandosi al tessuto osseo, bloccano l'attività osteoclastica e riducono il riassorbimento dell'osso. Grazie a questi medicinali si riesce a ridurre del 40-50 per cento il rischio di fratture delle vertebre. Ci sono poi dei benefici anche per le fratture non vertebrali, in questo caso il rischio è ridotto del 20-40 per cento. Anche se il farmaco è sempre lo stesso da più di 40anni, nel tempo è stata migliorata notevolmente la formulazione. Oggi si dispone di nuove pillole che non devono essere più prese giornalmente ma settimanalmente o mensilmente, queste nuove formulazioni hanno permesso di limitare sensibilmente alcuni effetti collaterali a carico dello stomaco. Esistono anche delle alternative per quei pazienti che non possono assumere il farmaco per via orale, esiste una formulazione da somministrare in vena con cadenza trimestrale. Quest'ultima terapia non può essere però seguita a casa ma bisognerà recarsi in ospedale ogni tre mesi per la somministrazione del farmaco.

Più recente è invece il teriparatide, noto anche con il nome commerciale Forsteo, un farmaco che viene solitamente utilizzato in quei casi dove le terapie tradizionali non funzionano e si presentano nuove fratture. Il composto, auto iniettato sotto cute dal paziente, contribuisce ad aumentare la massa ossea. La terapia a base di teriparatide viene solitamente prescritta a quelle persone che hanno subito una nuova frattura del femore o vertebrale dopo almeno un anno di assunzione di altri farmaci per l'osteoporosi. In alcuni casi, per esempio in seguito a tre o più fratture vertebrali severe o a chi ha subito due fratture vertebrali severe più una frattura del femore, il farmaco può essere somministrato anche a chi non ha mai seguito una terapia per l'osteoporosi.

Un altro farmaco utilizzato nel trattamento dell'osteoporosi è il ranelato di stronzio. Si tratta di un medicinale, da assumere giornalmente, che da una parte inibisce il riassorbimento dell'osso e dall'altra ne stimola la neoformazione.

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