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Fegato grasso: attenzione sopratutto alle proteine animali

Fegato grasso

La steatosi epatica non alcolica (NAFLD), nota anche come fegato grasso, nel tempo può evolvere in steatoepatite non alcolica (NASH), una condizione che altera in modo irreversibile la funzionalità dell'organo. Secondo alcune stime, ben un italiano su 4 ha il "fegato grasso", una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso (lipidi) nel fegato. Un po' di grasso nell'organo è normale e non crea alcun disturbo, quando però il grasso supera una certa soglia, circa il 5-10 per cento del peso del fegato, si entra in una fascia di potenziale rischio per la salute poichè predisponente per altre patologie quali ad esempio la cirrosi. Alla luce di queste informazioni, sopratutto se non c'è ancora una condizione di NASH, può essere utile sapere cosa mangiare e cosa non mangiare in caso di fegato grasso per evitare che evolva in steatoepatite non alcolica. In base ai risultati del Rotterdam Study, uno studio olandese prospettico che ha coinvolto 3340 persone nei Paesi Bassi, una dieta ricca di proteine animali può incrementare il rischio di NAFLD. I risultati dell'indagine sono stati presentati in occasione del congresso europeo sulle malattie del fegato (The International Liver Congress - Diet high in animal protein is associated with NAFLD in overweight people).

Attualmente il fegato grasso rappresenta la più comune malattia epatica nel mondo, ne sono affetti circa l'80-90 per cento degli obesi e una percentuale di diabetici che va dal 30 al 50 per cento. I ricercatori olandesi evidenziano che i loro dati non forniscono un nesso di causa-effetto ma emerge comunque una forte relazione tra un elevato consumo di proteine, in particolar modo quelle di origine animale, e un sostanziale incremento del rischio di fegato grasso nelle persone in sovrappeso.

Sul totale di 3440 individui inclusi nello studio, poco meno del 30 per cento (1040) erano magri o normopeso (persone con un BMI inferiore a 25 kg/m2). Il restante campione rientrava invece nel range del sovrappeso o dell'obesità (BMI uguale o superiore a 25 kg/m2). I partecipanti avevano un'età media di 71 anni e una incidenza di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) pari al 35 per cento. Nel corso dell'indagine, mediante un approfondito questionario, gli studiosi hanno analizzato il tipo di dieta prendendo in considerazione la frequenza di consumo e la quantità di 389 alimenti.

Louise J.M. Alferink, ricercatrice presso l'Erasmus Medical Centre e prima autrice dello studio, spiega che dall'analisi dei dati è emersa una forte correlazione tra l'apporto totale di proteine e la steatosi epatica non alcolica, in particolar modo quando le proteine erano di origine animale. L'incidenza della NAFLD era invece più bassa nel campione di volontari che prediligeva alimenti ricchi di carboidrati.

Quando il fegato grasso è ancora in una fase iniziale, non sempre si può evitare il peggioramento semplicemente perdendo peso, bisogna anche modificare il proprio regime alimentare. Ci sono diverse evidenze scientifiche che hanno dimostrato quanto sia cruciale la composizione della dieta, un fattore che risulta essere anche più importante del numero di calorie totali assunte.

Sono sempre di più gli esperti che rimarcano anche un ruolo indiretto della dieta sul fegato grasso e sulla salute in generale. Oggi si sa che una ridotta variabilità del microbiota intestinale può predisporre a una serie di malattie. Se il microbiota non funziona bene vi è un'alterazione nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi, di conseguenza si può essere più predisposti verso l'insulino resistenza, il diabete, il sovrappeso, l'obesità e la steatosi epatica non alcolica.

Le persone che seguono un'alimentazione più varia, come può essere la dieta mediterranea, dove frutta e verdura sono abbondanti, presentano un microbiota particolarmente ricco di batteri (Proteobatteri, Firmicutes, Bacteroides, Actinobatteri, ecc.). Al contrario, chi predilige un'alimentazione più occidentale, caratterizzata da un'elevata presenza di grassi e zuccheri, presenta un microbiota ricco quasi esclusivamente di Firmicutes. Questo microbiota "più povero" aumenta la permeabilità a livello dell'intestino e, di conseguenza, il rischio di possibili stati infiammatori a carico del fegato.

Gli esperti concludono evidenziando che la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) andrebbe quindi considerata come un campanello d'allarme per gli anni a venire, ci si trova infatti in una condizione fisica ancora reversibile se si prendono le dovute precauzioni. Cosa mangiare in caso di fegato grasso? La dieta deve prevedere un maggior consumo di frutta e verdura, alimenti sani e particolarmente ricchi di antiossidanti. Questo è, al momento, l'unico modo conosciuto per far regredire tale condizione.

Come curare il fegato grasso: dieta e attività fisica

Dopo una diagnosi di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) si vorrà sicuramente sapere come curare il fegato grasso. Prima di vedere cosa si può fare per la patologia, diamo qualche informazione sulle sue cause.

Attualmente non ci sono delle informazioni univoche sull'origine, sembra inoltre ci siano più fattori che possono contribuire alla sua insorgenza. Nella maggior parte dei casi è collegata ad un eccessivo lavoro delle cellule del fegato, un quantitativo di grassi superiore a quello che riescono a smaltire. Le persone con NAFLD, generalmente, presentano anche colesterolo alto, trigliceridi alti, uno stato di diabete o prediabete. Statisticamente è inoltre molto più presente nelle persone in sovrappeso o obese (BMI uguale o superiore a 25 kg/m2).

I risultati di alcuni studi hanno dimostrato che all'origine di un fegato grasso ci può essere un processo infiammatorio innescato da proteine tossiche che danneggiano le cellule epatiche. Una condizione che può essere conseguente a un microbiota intestinale povero di batteri.

Dieta fegato grasso

Anche se il decorso della steatosi non alcolica è molto lungo, in alcuni casi si parla anche di più di trent'anni, è importante invertire il processo per prevenire, nei casi peggiori, la cirrosi. Attualmente non sono disponibili dei farmaci in grado di contrastare la malattia, una regolare attività fisica, basta anche camminare a passo spedito per 30 minuti al giorno, e un'alimentazione equilibrata, possono però essere sufficienti per guarire da questa condizione.

Per "depurare il fegato grasso" bisogna prediligere pietanze a base di: proteine vegetali, cereali integrali, pesci, carni bianche e, ovviamente, frutta e verdura. Bisogna invece limitare il consumo di carni rosse e ridurre il più possibile quello di alcolici e dolci, alimenti che possono aumentare di ben 4 volte il rischio di steatosi epatica non alcolica.

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