UniversONline.it

Bevande dietetiche: invecchiamento cerebrale e aumento di peso - Troppo zucchero danneggia il cervello e incide sul peso, chi però sceglie le bevande dietetiche per prevenire questi due problemi rimarrà deluso dai risultati di alcuni studi scientifici

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

Bevande dietetiche: invecchiamento cerebrale e aumento di peso

Ragazza che beve una bevanda dietetica

Troppo zucchero danneggia il cervello e incide sul peso, chi però sceglie le bevande cosiddette dietetiche per prevenire questi due problemi rimarrà deluso dai risultati di alcuni studi scientifici. Una ricerca, pubblicata sulla rivista Alzheimer's & Dementia (Sugary beverage intake and preclinical Alzheimer's disease in the community - Doi: 10.1016/j.jalz.2017.01.024), evidenzia che un consumo quotidiano di bibite zuccherate non solo influisce sul peso ma potrebbe anche ridurre il volume cerebrale e aumentare il rischio di demenza e ictus. Diverse persone non riescono a fare a meno delle bibite dolci e, considerandole meno "pericolose", si orientano su quelle dietetiche caratterizzate spesso da sigle quali: diet, sugar free, light, ecc.. Anche queste bibite, come quelle classiche, contribuiscono però a far invecchiare precocemente il cervello. Stando a quanto riportato su Stroke (Sugar and Artificially Sweetened Beverages and the Risks of Incident Stroke and Dementia - Doi: 10.1161/STROKEAHA.116.016027), le bevande dietetiche potrebbero incrementare di ben tre volte il rischio di demenza e ictus. Le bevande senza zucchero sono anche poco utili per la linea in quanto secondo alcune indagini le bibite light fanno ingrassare.

Anche se entrambi gli studi sono stati condotti presso il dipartimento di neurologia della Boston University School of Medicine (USA), si tratta di due indagini indipendenti non collegate fra loro. La prima ricerca, coordinata da Sudha Seshadri e pubblicata su Alzheimer's & Dementia, ha analizzato un gruppo di 4.276 persone coinvolte nel Framingham Heart Study (uno studio epidemiologico, condotto a partire dal 1948 nella cittadina statunitense di Framingham, che ha l'obiettivo di stimare il rischio delle patologie cardiovascolari). Il campione preso in esame, costituito da individui con un'età superiore ai 30anni, è stato sottoposto a una serie di test cognitivi ed esami di risonanza magnetica.

Incrociando i dati degli esami e dei test con quelli del consumo di bevande ad alto contenuto di zuccheri (bibite gasate, succhi di frutta, ecc.), si è scoperto che le persone che bevevano più di due drink dolci al giorno presentavano una maggiore probabilità di invecchiamento cerebrale precoce. Rispetto al campione che consumava saltuariamente i soft drink, si è inoltre osservata una riduzione delle dimensioni dell'ippocampo, un'area del cervello che svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale, un aumento del rischio di ictus e una maggiore incidenza di casi di demenza. Tutti fattori che possono incrementare la probabilità di sviluppare il Morbo di Alzheimer.

Matthew Pase, primo autore dello studio, spiega che le persone che consumano maggiori quantità di bibite zuccherate presentano una maggiore probabilità di sviluppare il diabete, una patologia che può aumentare, a sua volta, il rischio di demenza. La correlazione tra bevande zuccherate e demenza permaneva però anche dopo aver eliminato dal campione quelle persone affette da tale patologia.

I dati confermano quindi quanto già osservato in studi precedenti, un elevato consumo di zucchero fa male al cervello. Si è ora scoperto che c'è anche una certa correlazione tra un elevato consumo di bevande dolci e l'atrofia cerebrale, inoltre, le persone che bevono quotidianamente queste bibite corrono un rischio addirittura triplo di ictus e demenza. Anche se la ricerca non evidenzia un rapporto diretto causa-effetto, si parla in ogni caso di un legame da non trascurare che potrebbe dipendere ad esempio dallo stile di vita generale delle persone portate a bere queste bevande.

Alla luce di questi risultati, si potrebbe pensare di ripiegare sulle bibite light. Lo studio pubblicato su Stroke, coordinato da Paul F. Jacques, evidenzia però che anche con le bevande dietetiche c'è una riduzione del volume del cervello e, analogamente a quelle contenenti zucchero, triplicano il rischio di alcune patologie. Nel secondo studio i ricercatori si sono concentrati su due gruppi di pazienti: uno costituito da 2.888 individui con un'età superiore ai 45 anni (età media di 62 anni), l'altro formato da 1.484 persone con un'età superiore ai 60anni (età media 69 anni). Il primo gruppo,costituito da un 45 per cento di uomini e un 55 per cento di donne, è stato utilizzato per esaminare l'incidenza di ictus, nel secondo gruppo, formato da un 46 per cento di uomini e un 54 per cento di donne, ci si è invece concentrati sulla demenza.

Tra le varie informazioni a disposizione degli studiosi c'era il numero di bevande dietetiche e zuccherate bevute nell'arco di 5 anni (dal 1991 al 1995), di sei anni (dal 1995 al 1998) e di sette anni (dal 1998 al 2001). Tali dati sono stati poi incrociati con il numero di casi di ictus e demenza diagnosticati negli anni successivi. Dall'analisi è emerso che le persone che bevevano almeno una bevanda light al giorno, rispetto a chi non assumeva bevande dietetiche, presentavano un rischio maggiore, in alcuni casi addirittura triplo, di avere un ictus o di soffrire di demenza.

Nonostante questi studi non siano esaustivi, manca in pratica un nesso causa effetto anche se c'è una correlazione, confermano che sia le bibite zuccherate che quelle dietetiche andrebbero consumate con moderazione. Bere acqua aiuta a perdere peso ed è sicuramente la scelta migliore da fare quando si ha sete.

Le bibite light (diet, zero zuccheri, ecc.) fanno ingrassare

Chi sceglie le bevande light perché non vuole ingrassare deve stare molto attento, il loro consumo abituale favorisce infatti il sovrappeso, l'obesità e il diabete, come i soft drink tradizionali. Questo aspetto, che molti tendono ancora a sottovalutare, è stato evidenziato in numerosi studi. L'ennesima conferma arriva da una ricerca pubblicata su Plos One (Chronic Low-Calorie Sweetener Use and Risk of Abdominal Obesity among Older Adults: A Cohort Study - Doi: 10.1371/journal.pone.0167241).

bibita light

Ci sono diverse spiegazioni dietro a questo fenomeno. In base ad alcune indagini, determinate sostanze contenute nelle bibite light (per esempio un dolcificante artificiale noto come sucralosio) possono determinare un aumento della fame e, di conseguenza, si tende ma mangiare più cibo. Altre sostanze possono invece alterare il normale metabolismo interferendo poi anche sulle calorie assunte attraverso la normale dieta.

Se un consumo occasionale di bevande dietetiche non è controindicato, studi scientifici hanno dimostrato che un consumo di una sola bibita light al giorno, per alcuni giorni consecutivi, può alterare la tolleranza al glucosio, la glicemia e la flora batterica intestinale, più di quanto accadrebbe bevendo le classiche bibite zuccherate.

Tutte le persone, ed in particolare i diabetici, dovrebbero limitare al massimo l'assunzione delle bevande dolci, non solo quelle che contengono zuccheri naturali ma anche edulcoranti artificiali (saccarina, acesulfame K, aspartame, ciclamato, ecc.). Settimanalmente non bisognerebbe bere più di 1 o 2 bicchieri, limite che è invece molto più restrittivo per chi è affetto da diabete di tipo 1.

Condividi questa pagina

Invia pagina

Approfondimenti sull'argomento

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook