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Proprietà del tè e predisposizione Alzheimer

Bere tè contro il declino cognitivo

Alcune proprietà del tè, di qualsiasi tipo si tratti (verde, nero, bianco o rosso), sembrerebbero contrastare il declino cognitivo e specifiche forme di demenza come l'Alzheimer. Basta una sola tazza di tè al giorno per ridurre di ben il 50 per cento il rischio generale di demenza, rischio che diminuisce addirittura dell'86 per cento in quei soggetti che presentano l'Apolipoproteina E nella variante dell'allele E4 (gene, noto anche con la sigla ApoE-4, collegato alla predisposizione all'Alzheimer). La ricerca, condotta presso i laboratori dell'Università di Singapore, è stata pubblicata sul Journal of Nutrition, Health and Aging (Tea consumption reduces the incidence of neurocognitive disorders: Findings from the Singapore longitudinal aging study - Doi: 10.1007/s12603-016-0687-0).

Qualche tempo fa abbiamo parlato del ruolo che il caffè può avere nella prevenzione della demenza e dell'Alzheimer, alcuni potrebbero quindi pensare che anche in questo caso l'effetto protettivo sia da attribuire alla caffeina (spesso si pensa siano due sostanze diverse ma teina e caffeina sono la stessa cosa), l'attenzione dei ricercatori asiatici è però caduta sulle catechine e sui flavonoidi.

Lei Feng, primo autore dello studio, spiega che i risultati ottenuti sono frutto di un'indagine che ha coinvolto, per un periodo do 7 anni, un campione di 957 individui cinesi con un età che andava dai 55 anni in su. Tutti i partecipanti, all'inizio dell'indagine, presentavano delle capacità cognitive quali memoria, apprendimento, comprensione, capacità di lettura e scrittura, linguaggio, calcolo, ecc., nella norma. Durante il periodo di follow-up, 72 persone hanno sviluppato alcuni disturbi neuro-cognitivi. Le persone coinvolte nello studio sono state divise in due gruppi: in uno sono state inserite quelle che presentavano il gene ApoE-4 , nell'altro quelle prive di questa variante genetica.

Nella valutazione dell'impatto delle proprietà del tè si è tenuto conto anche di altri fattori, relativi alla salute e agli stili di vita, che potrebbero aver avuto un ruolo nel deterioramento cognitivo. Secondo Lei Feng i dati dimostrano in maniera abbastanza rilevante che il tè ha avuto un effetto protettivo sul cervello. Fra tutte le sostanze presenti nella bevanda i benefici sarebbero riconducibili sopratutto a due: le catechine e i flavonoidi. Una scoperta molto interessante se si considera che l'effetto protettivo si ottiene bevendo appena una tazza di tè al giorno, abitudine che si può integrare tranquillamente nella vita quotidiana con notevoli benefici sopratutto se si è portatori del gene ApoE-4 e, di conseguenza, si ha una maggiore predisposizione per l'Alzheimer.

Una tazza di te verde

I risultati dello studio asiatico confermano, in parte, quanto era già stato osservato in una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell'Università del Michigan e pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (PNAS - Insights into antiamyloidogenic properties of the green tea extract (-)-epigallocatechin-3-gallate toward metal-associated amyloid-ß species - Doi: 10.1073/pnas.1220326110).

Nello studio americano sono state messe in evidenza sopratutto le proprietà del tè verde, in particolare quelle riconducibili all'antiossidante EGCG(epi gallo catechina gallato). L'EGCG è un flavonole contenuto in tutti i tipi di tè ma, quello verde, ne contiene decisamente di più: il 30-40 per cento rispetto a circa il 3-10 per cento di quello contenuto ad esempio nel tè nero.

In che modo il tè verde previene l'Alzheimer? L'epigallocatechina gallato, o EGCG, contrasta e previene la formazione di aggregati Beta amiloidi e interferisce sulle le strutture proteiche contenenti metalli (in particolare ferro, rame e zinco) "rompendole". Queste particolari strutture proteiche, note come amiloidi metallo-associati, sono correlate alla progressione di diverse patologie neurodegenerative quali ad esempio l'Alzheimer.

Gene ApoE e Alzheimer: demenza ereditaria

Alcune indagini hanno permesso di identificare un fattore genetico correlato allo sviluppo della malattia di Alzheimer in età più avanzata. Una particolare variante dell'Apolipoproteina E (ApoE), nota con la sigla ApoE-4, ha un ruolo non trascurabile sul rischio di sviluppare la malattia. Ogni individuo eredita un gene ApoE dal padre e uno dalla madre. Nel caso in cui si erediti solo una coppia di ApoE-4, o dalla madre o dal padre, si ha un rischio superiore da due a tre volte di sviluppare l'Alzheimer rispetto a chi non eredita nessuna copia di ApoE-4. Nel caso in cui si dovessero ereditare due ceppi e della variante dell'Apolipoproteina E, una dalla madre una dal padre, il rischio della malattia sale addirittura da otto a diciotto volte.

Tutte le persone che presentano il gene ApoE-4 sviluppano l'Alzheimer? La presenza del gene non da la certezza matematica che si sviluppi la malattia. Non tutte le persone portatrici del gene ApoE-4 hanno sviluppato l'Alzheimer e non tutte le persone con la malattia presentano il gene ApoE-4. Il gene può solo indicare se vi è un potenziale rischio maggiore e la sua assenza non esclude la possibilità che la malattia si possa sviluppare.

Per sapere se si è portatori della mutazione genetica si può eseguire un esame del sangue. Dopo il prelievo di sangue venoso vengono eseguite delle analisi di laboratorio, i risultati sono poi esaminati nell'ambito di percorso conoscitivo strutturato noto come consulenza genetica.

Teina e caffeina: che differenza c'è?

A volte, erroneamente, si pensa che la caffeina e la teina siano due sostanze diverse, in realtà sono la stessa molecola: 1,3,7-trimetilxantina (molecola comunemente nota come caffeina). La molecola della caffeina è stata isolata per la prima volta nel 1819, in quel periodo si pensava che il tè contenesse una sostanza simile ma non uguale e venne battezzata teina. Anche se analisi successive hanno poi dimostrato che si tratta della stessa sostanza, ancora oggi in certi casi si continua a parlarne come se fossero due sostanze distinte.

Caffè e tè a confronto

Oltre che nel tè e nel caffè, la caffeina è contenuta anche in altri alimenti quali: cacao, guaranà (una pianta originaria della regione amazzonica) ed erba mate (un'erba con la quale si fa una bevanda nota come mate). La prossima volta che trovate scritto in qualche studio le parole teina, guaranina o mateina, potete considerarle come sinonimi di caffeina in quanto sono identificabili chimicamente con la stessa molecola (1,3,7-trimetilxantina).

Abitualmente la caffeina viene assunta dall'organismo sotto forma di infuso da semi e foglie, la si può trovare però anche in numerosi farmaci quali ad esempio: Antireumina, Cafergot, Difmetre, Influmed, Neocibalgina, Neonevral, Neonisidina, Neoptalidon, Optalidon, Raffreddoremed, Tachicaf, Viamal, Virdex, ecc..

Come ogni molecola, anche la caffeina ha una dose che può essere tossica e letale per l'uomo. Tale limite potrebbe essere superato facilmente se assunta come prodotto puro, un estratto chimico farmaceutico, ma difficilmente si corre il rischio di intossicazione attraverso la dieta salvo casi di abusi alimentari. La dose orale limite può variare molto dalla sensibilità individuale alla sostanza. In base ad alcuni studi, la LD-50 della caffeina, un quantitativo considerato letale per circa il 50 per cento della popolazione, corrisponde a 150 mg/kg di peso. Un valore superiore di ben trenta volte rispetto ai valori consigliati.

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