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Migliorare la memoria senza integratori ne farmaci

Donna che dorme ascoltando un rumore rosa

Farmaci e integratori per migliorare la memoria potrebbero non essere necessari, essa può infatti essere potenziata semplicemente ascoltando alcuni suoni durante il sonno. Vuoti e perdita di memoria sono più frequenti superata una certa età, prima di ricorrere ad altri rimedi si potrebbe però provare ad ascoltare lo scorrere dell'acqua mentre si dorme, suoni di questo tipo contribuiscono, in alcuni casi, a triplicare le performance mnemoniche. Questa è la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago (Usa). I risultati dell'indagine sono stati pubblicati su Frontiers in Human Neuroscience (Acoustic Enhancement of Sleep Slow Oscillations and Concomitant Memory Improvement in Older Adults - 10.3389/fnhum.2017.00109).

Nelly A. Papalambros, prima autrice dello studio, spiega che se durante il sonno si ascoltano dei suoni dove la componente a bassa frequenza ha una potenza maggiore, una condizione che la fisica definisce rumore rosa (noto anche come rumore Flicker o rumore 1/f), al risveglio si potrebbero ricordare addirittura il triplo delle cose accadute la sera precedente rispetto a un riposo fatto senza ascoltare tale rumore. Il rumore rosa si differenzia dal rumore bianco perché in quest'ultimo la potenza è uguale per qualsiasi frequenza. Alcuni esempi di rumori rosa sono: il rumore del movimento delle fronde degli alberi mossi dal vento, lo scroscio della pioggia, l'acqua che scorre da una cascata, ecc. (MP3 di un rumore rosa). Questo "rimedio naturale" sembrerebbe poter contrastare il calo della memoria associato all'invecchiamento.

Spettro di rumore rosa e rumore bianco

Le ore di sonno variano al variare dell'età, considerando che il riposo è fondamentale per il consolidamento dei ricordi, i ricercatori hanno ipotizzato che la perdita di memoria associata all'età potesse, almeno in parte, essere collegata alla diminuzione della fase del sonno profondo (fasi III-IV del sonno NREM). A partire dalla mezza età, vi è infatti una graduale diminuzione del sonno profondo, un aspetto che potrebbe influire sulle performance mnemoniche.

Phyllis C. Zee, coordinatore dello studio e docente di neurologia presso la Northwestern University, spiega che per condurre la ricerca è stata realizzata un'apparecchiatura elettronica in grado di riprodurre dei suoni a bassa frequenza potenziata (rumore rosa). Tale strumento è stato successivamente dotato di un sistema di controllo, realizzato da Giovanni Santostasi (co-autore dello studio), che attiva la riproduzione del suono attraverso lo stimolo delle onde lente prodotte dal cervello (quelle prodotte durante la fase del sonno profondo).

Successivamente è stato chiesto a 13 volontari, con un'età compresa tra i 60 e gli 84 anni, di dormire per due notti presso il centro di medicina del sonno. Durante la prima notte i partecipanti sono stati sottoposti alla stimolazione sonora con il rumore rosa, la seconda notte sono invece stati sottoposti a una simulazione, in apparenza identica alla precedente ma priva del rumore rosa. Al termine di ogni nottata, tutti i partecipanti dovevano svolgere alcuni test utili per valutare le capacità cognitive e testare la memoria.

Dall'analisi dei dati raccolti si è rilevato che la stimolazione con il rumore rosa aveva incrementato di ben tre volte, rispetto alla fase simulata, i risultati ottenuti nei test mnemonici. Secondo i ricercatori, l'effetto benefico del rumore rosa è da ricondurre alla capacità di prolungare la fase del sonno profondo, un periodo dove il cervello si rigenera e si consolidano i ricordi.

Gli autori dello studio spiegano che i risultati dell'indagine sono molto importanti, si è dimostrato che ci può essere un approccio non farmacologico, sicuro e semplice per potenziare la memoria degli anziani.

Integratori memoria: proprietà dei mirtilli

Se state cercando un integratore naturale per migliorare la memoria potreste provare con il succo di mirtillo. Una ricerca, condotta presso l'Università di Exeter (UK), ha concluso che 30 ml di succo di mirtillo concentrato, se bevuti ogni giorno, possono migliorare le funzioni cerebrali. I dettagli dell'indagine sono stati pubblicati sulla rivista Applied Physiology, Nutrition and Metabolism (Enhanced task related brain activation and resting perfusion in healthy older adults after chronic blueberry supplementation - Doi: 10.1139/apnm-2016-0550).

Per condurre la ricerca sono stati reclutati 26 individui sani con un'età compresa tra i 64 e i 72 anni. A 12 volontari (5 donne e 7 uomini con un BMI pari a 5,9 ± 3,3 kg m-2) sono stati somministrati 30 ml di succo di mirtillo concentrato, equivalenti a circa 230 g di mirtilli interi, al restante campione (8 donne e 6 uomini con un BMI pari a 27,1 ± 4,0 kg m-2) è stato invece somministrato un isoenergetico placebo. Tutti i volontari dovevano assumere la rispettiva bevanda una volta al giorno per un periodo di 12 settimane.

Durante il periodo di follow-up, tutti dovevano effettuare una serie di test cognitivi mentre le loro funzioni cerebrali erano monitorate mediante la risonanza magnetica funzionale (RMF o fMRI dall'inglese Functional Magnetic Resonance Imaging). Dallo studio sono state escluse quelle persone che consumavano più di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, i partecipanti non dovevano inoltre variare la propria dieta abituale.

Il gruppo che aveva bevuto il succo di mirtillo, rispetto al gruppo di controllo, presentava un miglior afflusso di sangue al cervello, aveva un considerevole aumento dell'attività cerebrale nelle aree del cervello legate alle prove cognitive e la memoria di lavoro era nettamente migliore. Gli esperti spiegano che le funzioni cognitive tendono a diminuire con l'avanzamento dell'età, già precedenti ricerche avevano però evidenziato una diminuzione del rischio di demenza in quelle persone che consumavano quantitativi maggiori di frutta e verdura. Particolarmente utili per la salute del cervello sono i flavonoidi, dei composti polifenolici che abbondano nei frutti di bosco (mirtilli, more, lamponi) e, in generale, nella frutta colorata (fragole, uva, meloni, agrumi, albicocche) e negli ortaggi.

Fosforo per la memoria: un mito da sfatare

Alcuni lavoratori e studenti alle prese con gli esami, per migliorare la concentrazione e le performance, potrebbero aver provato degli integratori per la memoria come ad esempio l'Acutil Fosforo Advance. Molti rimarranno però delusi nello scoprire che il fosforo non è un alleato della memoria, si tratta comunque di una sostanza molto utile che serve a fornire energia alle cellule per l trasporto delle varie sostanze nutritive. Il fosforo svolge inoltre un ruolo importante nella salute dei denti e delle ossa.

Non di rado si dice ai bambini di mangiare pesce perché è ricco di fosforo e aiuta la memoria. Questo alimento può effettivamente fare bene alla memoria, i benefici non sono però riconducibili al fosforo. In rari casi, una carenza di fosforo potrebbe causare disturbi nervosi, stanchezza fisica, mentale e respiro irregolare. I quantitativi di fosforo contenuti nel pesce sono si buoni, ma non sono molto differenti da quelli contenuti in altri alimenti quali: legumi, formaggi, yogurt, frutta secca, cereali integrali, carne, uova, olio di oliva, ecc.. Considerando tutti gli alimenti dove è presente il minerale, se si segue una dieta equilibrata è quindi molto difficile avere una carenza di fosforo, di conseguenza non c'è bisogno di prendere integratori per tale sostanza.

Abbiamo detto che il pesce può comunque aiutare la memoria, non bisogna però cadere nel luogo comune nell'attribuire i benefici al fosforo. Diversi studi hanno infatti trovato un legame tra gli acidi grassi essenziali Omega-3, di cui i alcuni prodotti ittici sono particolarmente ricchi, e un aumento della memoria e delle capacità cognitive. Mangiare pesce una volta a settimana sembrerebbe aumentare del 4,3 per cento il volume della materia grigia cerebrale responsabile della memoria e del 14 per cento quella relativa alle facoltà cognitive.

Per prevenire la perdita di memoria o migliorare le performance mnemoniche, se si è tabagisti, smettere di fumare può dare grandi benefici. Questo perché il fumo compromette l'ossigenazione dei tessuti, in particolare quelli celebrali. Anche camminare dopo pranzo può essere d'aiuto, una passeggiata contribuisce a bruciare più calorie, migliora la digestione e l'ossigenazione del cervello. Un ultimo consiglio, che si ricollega in parte allo studio citato in apertura di questo articolo, riguarda il riposo. Bisognerebbe dormire almeno otto ore per notte, diverse ricerche hanno infatti dimostrato che un buon riposo aiuta ad avere una memoria di ferro.

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