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Tumore al seno e cibi da evitare: carne grigliata

Carne grigliata

Quale dieta seguire in caso di tumore al seno? Oggi si sa che ci sono alcuni alimenti che andrebbero limitati come ad esempio la carne rossa (massimo 100 grammi al giorno), ma anche il tipo di cottura può incidere notevolmente e potrebbe aumentare il rischio di mortalità dopo una diagnosi di tumore. Stando ai dati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of North Carolina at Chapel Hill (Usa), la percentuali di sopravvivenza al tumore al seno può diminuire se si consuma molta carne rossa cotta alla griglia, al barbecue o affumicata. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sul Journal of the National Cancer Institute (Grilled, Barbecued, and Smoked Meat Intake and Survival Following Breast Cancer - Doi: 10.1093/jnci/djw299).

Humberto Parada, primo autore dello studio, spiega che già altri studi avevano messo in correlazione il tipo di cottura degli alimenti con un maggior rischio di neoplasie. In questa indagine ci si è concentrati sul tumore più frequente nelle donne, il tumore al seno, e il relativo tasso di sopravvivenza correlato a determinate abitudini alimentari. L'esperto spiega che il consumo di carne rossa (affumicata, cotta mediante la griglia o al barbecue), prima e dopo una diagnosi di tumore al seno, può incrementare fino al 23 per cento il tasso di mortalità per le donne operate di carcinoma mammario.

Per un periodo medio di 17,6 anni, a partire dal 1996, i ricercatori hanno seguito un campione di 1508 donne alle quali era stato diagnosticato un cancro al seno. Nello studio ci si è concentrati in particolar modo su un alimento della loro dieta, la carne rossa, e il relativo metodo di cottura. Al termine del periodo di osservazione, 597 donne erano decedute. Nel 40 per cento dei casi il decesso era riconducibile al tumore mentre il restante 60 per cento è deceduto per altre cause.

Incrociando le varie informazioni si è così scoperto che le donne nella cui dieta la carne era meno abbondante presentavano un tasso di sopravvivenza maggiore rispetto a quelle che consumavano più carne rossa di origine bovina, equina, di maiale o agnello. In particolar modo, un elevato consumo di carne rossa affumicata era associato a un maggior rischio di mortalità generale (+ 17 per cento) e di mortalità per tumore al seno (+ 23 per cento). Un elevato consumo di carne rossa affumicata, cotta mediante la griglia o al barbecue, era infine associato a un aumento, stimato intorno al 31 per cento, di mortalità per ogni causa.

Perché la carne rossa, soprattutto se cotta con i metodi sopracitati, può essere pericolosa per il tumore al seno e in generale tutte le neoplasie? Gli esperti del Dana-Farber Cancer Institute spiegano che il rischio di cancro collegato alla carne è riconducibile a due fattori in particolare: le proteine in ammine eterocicliche (HCA) e gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH). Le carni, in particolare quelle rosse, se cotte ad alte temperature convertono le proteine in ammine eterocicliche (HCA), sarebbero proprio questi composti chimici a incrementare il rischio di numerosi tumori. Gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) si trovano invece nel fumo, essi si formano quando il grasso e i succhi delle carni sgocciolano sulla fonte di calore. Il fumo che avvolge l'alimento può contaminarlo con queste sostanze che, se ingerite in grandi quantità, possono essere potenzialmente cancerogene.

Lo studio condotto dai ricercatori della University of North Carolina at Chapel Hill presenta alcune limitazioni, le abitudini alimentari sono state raccolte mediante la compilazione di questionari periodici e mancano informazioni specifiche sul consumo settimanale e le porzioni. Ciò nonostante, i dati confermano quanto ormai si ripete da tempo: vi è una correlazione tra il tasso di mortalità dopo un tumore al seno e un maggior consumo di carne rossa, soprattutto cotta alla brace, alla griglia o affumica.

Esistono alcuni accorgimenti che si possono prendere per ridurre il rischio oncologico: il primo è quello di ridurre il consumo di carne rossa stando al di sotto dei 100 grammi al giorno, il secondo è quello di porre attenzione anche al tipo di cottura della carne. La cottura eccessiva andrebbe sempre evitata, per ridurre il rischio di contaminazione con le sostanze descritte in precedenza, scaturite da specifici metodi di cottura, meglio cuocere al forno o al vapore. Prima di mangiare l'alimento è inoltre opportuno di rimuovere le parti nere bruciacchiate.

Per prevenire i tumori la dieta mediterranea può essere una buona scelta in quanto è ricca di frutta, verdura, cereali e legumi. Tali alimenti, oltre a contrastare l'insorgenza del cancro, aiutano a tenere sotto controllo la proliferazione delle cellule neoplastiche, di conseguenza è un regime alimentare consigliato anche dopo una diagnosi di tumore. Per avere un adeguato apporto proteico, la carne rossa può essere sostituita con la carne bianca, il pesce e i legumi.

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