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Smettere di fumare: metodi a confronto

Una mano per smettere di fumare

Come smettere di fumare? non esiste in assoluto un metodo migliore di un altro per abbandonare il vizio del fumo, determinati metodi potrebbero essere più efficaci per alcuni e meno per altri. Se in passato si poteva contare unicamente sulla propria forza di volontà, oggi esistono molti strumenti che possono aiutare a vincere la propria dipendenza dalla nicotina. Nonostante ciò, l'obiettivo non è comunque facile da raggiungere. Prima di tutto ci deve essere la volontà di voler smettere (forza di volontà), per alcuni questa è sufficiente, per altri bisogna invece abbinare altri strumenti quali: terapie farmacologiche, sigarette elettroniche, counselling e centri antifumo, trattamenti sostitutivi come cerotti e gomme (utili a tenere sotto controllo il disagio fisico causato dalla mancanza della nicotina). Nel corso di uno studio condotto presso il Centro per la Ricerca sul Tabacco dell'Università del Wisconsin (USA), si è scoperto che per quanto riguarda tre terapie farmacologiche, adoperate comunemente per smettere di fumare, non sussistono particolari differenze e una vale l'altra. I risultai dell'indagine sono stati pubblicati sul Journal of the American Medical Association (Effects of Nicotine Patch vs Varenicline vs Combination Nicotine Replacement Therapy on Smoking Cessation at 26 Weeks: A Randomized Clinical Trial - doi: 10.1001/jama.2015.19284)

Timothy Baker, primo autore della ricerca, spiega che complessivamente sono stati coinvolti 1086 fumatori, 565 donne e 521 uomini (con un'età media di 48 anni), che fumavano circa 17 sigarette al giorno. Per ottenere i dati si è condotto uno studio clinico randomizzato e controllato (Randomized Controlled Trial, RCT), una ricerca sperimentale che consente di valutare l'efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione con specifiche caratteristiche. Tutte le persone selezionate avevano i seguenti requisiti: fumavano più di 5 sigarette al giorno, avevano un'età superiore ai 17anni, non facevano uso di sigarette elettroniche, non avevano malattie in corso, avevano intenzione di abbandonare il vizio del fumo e le donne coinvolte non erano in stato di gravidanza (ancora oggi molte donne, sopratutto le più giovani, si chiedono se si possa fumare in gravidanza).

I partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi a seconda delle strategie terapeutiche adottate per abbandonare la dipendenza dalla nicotina: trattamento con vareniclina, trattamento con cerotti alla nicotina e trattamento combinato (cerotti alla nicotina + vareniclina). Tutti i volontari dovevano seguire la terapia per un periodo di 12 settimane, successivamente, alla 26esima settimana, è stata valutata l'astensione dal fumo in maniera oggettiva mediante il test di monitoraggio del monossido di carbonio nel respiro e delle interviste personali.

L'analisi dei dati ha evidenziato che dopo circa 6 mesi i tre trattamenti davano dei risultati analoghi. Alla 26esima settimana non fumava il 26 per cento delle persone che avevano seguito la terapia combinata, il 23 per cento di quelli che avevano seguito la terapia a base di vareniclina e il 22 per cento di quelli che avevano utilizzato il cerotto alla nicotina. Nessuna differenza rilevante è stata riscontrata neanche a distanzia di un anno.

Se da una parte lo studio dimostra che le tre strategie terapeutiche farmacologiche offrono dei risultati paragonabili e una terapia combinata non è significativamente più efficace di una monoterapia, dall'altra si rileva che la percentuale delle persone che riescono a smettere di fumare con questi metodi è relativamente bassa. Considerando che queste terapie sono tutt'altro che economiche, e in alcuni casi non sono prive di effetti collaterali, bisogna fare un'accurata riflessione prima di scegliere la strategia più opportuna per smettere di fumare.

Metodi per smettere di fumare

Prima si riesce a smettere di fumare minori saranno le conseguenze sulla salute. Persone che hanno smesso di fumare da molto tempo (si parla di decenni) presentano un'incidenza per determinate patologie molto simile a quella di chi non ha mai fumato. Sebbene non sia facile liberarsi dalla dipendenza da nicotina, non è un traguardo irraggiungibile e molte persone ogni giorno riescono a perseguire questo obiettivo chiudendo una volta per tutte con il fumo. Vediamo quali sono i metodi attualmente disponibili:

Smettere di fumare con la forza di volontà

Sarà scontato ma per chiudere con la dipendenza dalla nicotina bisogna prima di tutto volerlo, bisogna essere fermamente convinti di quello che si vuole ottenere. Essere motivati è fondamentale per riuscire nell'intento e i libri o il counselling possono essere di grande aiuto. Alcune persone riescono a smettere di fumare da un giorno all'altro, decidono di non toccare più una sigaretta e solo con la forza di volontà raggiungono l'obiettivo. Non tutti hanno però questa forza di volontà, statisticamente solo 3 persone su 100 riescono a chiudere definitivamente con il fumo in questo modo. Alcuni ricadono nel vizio dopo qualche giorno, altri dopo qualche settimana, l'importante è non arrendersi e non sentirsi in colpa perché le sigarette hanno vinto. La nicotina crea dipendenza ed è normale, in alcuni casi, non riuscire subito a chiudere con essa. In questi casi un aiuto può arrivare da altri metodi, l'importante e non arrendersi e perseverare.

Smettere di fumare con l'aiuto del counselling e dei centri antifumo

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che una certa percentuale di persone smette di fumare dopo aver ricevuto il consiglio dal medico, spinti magari da potenziali rischi per la salute. Se in alcuni casi basta una chiacchierata con il proprio medico per allontanarsi dal vizio, in altri il lavoro è un po' più lungo. Sono necessari incontri con personale preparato appositamente per sostenere e motivare i fumatori. Le strade possono essere diverse in base al singolo caso. Ci possono essere incontri individuali con gli operatori o incontri in gruppi di supporto con persone scelte in base a caratteristiche specifiche. Sul territorio nazionale sono presenti quasi 400 Centri antifumo che aiutano a trovare la strada migliore per chiudere con la dipendenza dalla nicotina. Sebbene in alcuni casi il supporto sia gratuito, nella maggior parte delle situazioni bisognerà pagare un ticket per compartecipare alla spesa sanitaria. Maggiori informazioni sui centri si possono trovare presso il sito dell'Osservatorio fumo alcol e droga (OssFAD), o utilizzando il Telefono Verde contro il Fumo (TVF) 800 554 088 dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'ISS (un servizio nazionale anonimo e gratuito). I centri antifumo, in linea di massima, mettono a disposizione diversi strumenti e percorsi terapeutici: terapia di gruppo, counselling individuale, prescrizione di trattamenti sostitutivi della nicotina (cerotti, gomme, ecc.), prescrizione di farmaci per la disassuefazione, ecc.. Oltre alle tecniche adottate in Italia, in altre parti del mondo si stanno sperimentando dei metodi di counselling alternativi che prevedono l'utilizzo degli sms o applicazioni per smartphone (attualmente non ci sono però dati scientifici sufficienti per valutare l'efficacia di queste metodiche).

Sostituti della nicotina (sostituti nicotinici): gomme da masticare, cerotti, ecc.

Smettere di fumare sarebbe semplice se non si dovesse fare i conti con la dipendenza dalla nicotina e altre dipendenze psicologiche collegate ad esempio alla gestualità o "all'appuntamento con il rituale". Per molti è ad esempio quasi normale accendersi una sigaretta dopo aver bevuto il caffè o al termine del pasto. Gli esperti consigliano di ridurre gradualmente l'introduzione di nicotina nell'organismo, attraverso dei prodotti sostitutivi noti tecnicamente come sostituti nicotinici, per smettere definitivamente di fumare. Per essere efficaci, tali sostituti vanno assunti per almeno 2-3 mesi con un dosaggio che deve essere diminuito di circa un terzo ogni mese.

Fino a qualche tempo fa non c'erano abbastanza studi che analizzassero in maniera scientifica l'effettiva utilità dei prodotti sostitutivi della nicotina. Sebbene non ci si possa aspettare dei miracoli, alcune ricerche ne hanno comprovato l'efficacia in alcuni casi. Le forme di somministrazione sono diverse ma tutte, chi più chi meno, contribuiscono a ridurre il disagio fisico provocato dalla mancanza della nicotina. La scelta di un prodotto tra i cerotti alla nicotina (es. Niquitin), le gomme alla nicotina (es. Nicorette), le compresse a base di nicotina (es. Champix) o gli inalatori alla nicotina (es. Nicotrol naso spray inalatore), può aumentare le probabilità di successo (dal 50 al 70 per cento) in chi vuole smettere di fumare.

Alcuni di questi prodotti si possono acquistare in farmacia senza la presentazione di una ricetta medica, altri sono invece classificati come farmaci e serve la prescrizione del medico. Per quanto riguarda quelli privi di prescrizione si possono utilizzare senza problemi anche durante il periodo della gravidanza, l'importante è seguire i tempi e le dosi indicate nella confezione.

Farmaci per smettere di fumare

In determinati casi lo specialista può ritenere opportuno affiancare dei farmaci antidepressivi, o altri farmaci, al sostegno psicologico e all'aiuto comportamentale. In Italia ci sono due farmaci che spesso vengono prescritti per aiutare i tabagisti: il bupropione e la vareniclina. Per essere efficaci vanno assunti da una a due settimane prima dell'ultima sigaretta fino a circa due mesi dopo aver smesso.

Sia il bupropione che la vareniclina possono avere controindicazioni e non sono privi di effetti collaterali, per questo motivo possono essere venduti solo dietro prescrizione medica. Il primo (bupropione) è un antidepressivo che riduce i sintomi dell'astinenza da nicotina, il secondo (la vareniclina) attenua invece il piacere della sostanza e riduce di conseguenza il desiderio di sigaretta.

Sia i sostituti della nicotina che i farmaci che aiutano a smettere di fumare, nel nostro Paese non sono dispensati gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale. Il loro acquisto, tutt'altro che economico, è quindi a carico del paziente anche nei casi ci sia una condizione grave come potrebbe essere quella di un tumore al polmone o al cavo orale.

Dal 2015 in Italia è acquistabile anche un altro farmaco utile per smettere di fumare, la citisina. Si tratta di un preparato galenico in capsule che ha un meccanismo d'azione simile a quello della vareniclina (attenua il piacere alla nicotina e riduce il desiderio di fumare). Come gli altri medicinali richiede la presentazione della ricetta medica, un ciclo completo di trattamento è però più economico rispetto a quello effettuato con bupropione o vareniclina.

Sigaretta elettronica per smettere di fumare

Con il passare del tempo l'uso della sigaretta elettronica ha preso sempre più piede. Ad oggi, nonostante i numerosi studi, non è possibile dare un giudizio definitivo su questo dispositivo. Attualmente non si può escludere che ci possano essere dei danni per la salute sia in chi utilizza la sigaretta elettronica sia in chi sta vicino a chi la adopera.

Sebbene i produttori evidenzino che la sigaretta elettronica è innocua, nella letteratura scientifica non c'è ancora nessun riscontro e bisognerà aspettare i risultati di ulteriori studi. In via precauzionale, le autorità sanitarie hanno deciso di regolamentarne il commercio, è ad esempio vietata la vendita ai minori di 16 anni. Secondo alcuni esperti, la sigaretta elettronica può essere si utile ad abbandonare il vizio del fumo ma, tuttavia, non si può escludere che possa diventare pericolosa in caso di uso generalizzato.

Effetti dell'astinenza da nicotina

Astinenza da nicotina: i sintomi

Soprattutto nei primi giorni dopo aver acceso l'ultima sigaretta, gli effetti della mancanza della nicotina sono molto rilevanti. Il desiderio di fumare ancora è molto forte, questa voglia non è però l'unico sintomo riconducibile allo stato di astinenza. Altri sintomi che possono accompagnare questo periodo di transizione sono: facile irritabilità, inquietudine, depressione e/o astenia (sensazione di stanchezza diffusa). Spesso, quando si decide di abbandonare definitivamente il tabagismo, si può avere anche una maggiore difficoltà di concentrazione e si fatica la notte a prender sonno. Tutti questi sintomi regrediscono però nel giro di qualche settimana dopo che si supra l'assuefazione da nicotina.

Per attenuare i sintomi derivanti dall'astinenza da nicotina un valido aiuto può essere dato dai sostituti della nicotina o dai farmaci prescritti dal medico. Per tenersi lontano dalla tentazione di accendere un'altra sigaretta, può essere utile concentrarsi sugli aspetti motivazionali che hanno spinto a compiere questo importante passo e ai benefici che si potranno avere per la salute. Di grande importanza è anche l'occupazione del tempo libero, svolgere delle attività rilassanti e gradevoli possono aiutare il cervello a distrarsi e a non pensare alle sigarette.

Smettere di fumare fa ingrassare?

Molte persone, sopratutto donne, hanno paura di ingrassare se si smette di fumare. Nessuno studio ha però mai dimostrato che l'abbandono del vizio del fumo è direttamente responsabile dell'aumento di peso. Numerose ricerche hanno invece confermato che l'abbandono delle sigarette porterebbe comunque a un notevole miglioramento della salute anche nei casi in cui ci dovesse essere un piccolo aumento di peso.

Qualche chilo in più si potrebbe prendere perché chi smette di fumare cerca di trovare la gratificazione, che prima trovava accendendosi una sigaretta, con il cibo. Se questo dovesse accadere si potrebbe ricorrere a cibi ipocalorici quali verdure o frutta (ad esempio la mela ha poche calorie e molte proprietà). In concomitanza con la scelta di smettere di fumare ci potrebbe essere anche l'inizio di una nuova attività fisica, una qualunque purché risulti piacevole. In questo modo si incrementano ulteriormente i vantaggi derivanti dall'abbandono delle sigarette e ne beneficerebbe anche la linea.

I benefici dello smettere di fumare

Quando si smette di fumare ci sono alcuni benefici che si possono rilevare fin da subito e altri che arrivano con il tempo. Trascorse 24 ore dall'ultima sigaretta i polmoni iniziano già a ripulirsi dal dal muco e dai depositi lasciati dal fumo. Qualcosa inizia però a cambiare addirittura 20 minuti dopo, bastano pochi minuti affinché la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa possano rientrare nella norma. Il "ritorno alla normalità" dipende ovviamente da quanto è perdurato il vizio, mediamente, dopo appena 2 giorni, gli ex tabagisti rilevano un notevole recupero di sensi quali gusto e olfatto. Chi fuma, sopratutto se lo fa da molto tempo, può infatti soffrire di anosmia (perdita dell'olfatto) e ageusia (perdita del gusto). In alcuni casi non vi è la perdita completa ma i sensi vengono pesantemente compromessi. Passati 3 giorni i polmoni recuperano una buona capacità respiratoria e ci si sente più energici. Tra le 2 e le 12 settimane dopo, a seconda di quanti anni si è fumato, si registra un notevole miglioramento della circolazione sanguigna. La tipica tosse del fumatore e i sibili spariscono, o comunque si riducono notevolmente, dopo 3-9 mesi. Per quanto riguarda il rischio cardiovascolare, dopo 1 anno che si è smesso di fumare le probabilità di contrarre una patologia di questo tipo scende di circa il cinquanta per cento rispetto a chi continua a fumare. Trascorsi 10 anni la probabilità di contrarre un tumore al polmone è, in molti casi, analoga a quella di chi non ha mai fumato. Ovviamente le persone che hanno fumato per più anni, o fumavano più sigarette, potrebbero correre maggiori rischi, anche nella peggiore delle ipotesi l'aver abbandonato il tabagismo porta comunque a dimezzare tale eventualità.

Per le donne sembrerebbero esserci inoltre ulteriori benefici. Diverse ex-fumatrici, dopo aver smesso di fumare, hanno rilevato un aumento del volume del seno senza dover ricorrere alla chirurgia estetica.

Libri per smettere di fumare

In biblioteca e in libreria è possibile trovare un'infinità di guide e manuali che si propongono di aiutare i tabagisti a smettere di fumare. Sebbene non sempre, in alcuni casi potrebbero essere utili ad innescare un processo analogo a quello che si può ottenere con il counselling. Magari si inizia la lettura spinti dalla semplice curiosità e scaturisce il desiderio di smettere in chi non ci pensava proprio. Altri, che magari hanno già intrapreso il percorso, potrebbero trovare nuovi stimoli o differenti metodi più congeniali alla loro situazione. Leggere le storie di chi è già riuscito a smettere di fumare, con qualche informazione di come è riuscito a superare le difficoltà, o altre indicazioni di come rinforzare la propria determinazione, possono essere piccole cose che messe tutte insieme aiutano a raggiungere il proprio obiettivo, abbandonare definitivamente il vizio del fumo.

Uno dei libri per smettere di fumare più venduti attualmente su Amazon è: È facile smettere di fumare se sai come farlo, un volume scritto da Allen Carr e tradotto da F. Cesati. Per chi è curioso può leggere un estratto del libro.

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