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Dieta mediterranea dimagrante e antitumorale

Dieta mediterranea antitumorale

Aderire al regime alimentare della dieta mediterranea non aiuta solo a dimagrire, o a tenere il peso sotto controllo, ma contribuisce anche a prevenire numerosi tumori. Fra le varie neoplasie che si possono prevenire con l'alimentazione ci sono quelle che colpiscono la testa e il collo, due tumori molto più frequenti di quanto si possa pensare. Un gruppo di ricercatori, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, ha scoperto che maggiore è l'aderenza alla dieta mediterranea minore sarà il rischio di contrarre queste forme di cancro. I risultati dello studio sono stati pubblicati sull'European Journal of Cancer Prevention (Association between Mediterranean diet and head and neck cancer: results of a large case-control study in Italy - Doi: 0.1097/CEJ.0000000000000277).

Fra gli autori della ricerca troviamo le firme di Stefania Boccia, dell'Istituto di Sanità Pubblica della Cattolica, e Gabriella Cadoni, dell'Area Testa Collo del Policlinico A. Gemelli. Allo studio hanno inoltre preso parte: Emanuele Leoncini, Luca Giraldi e Nikola Panic. Gli autori spiegano che i tumori del collo e della testa sono delle neoplasie che interessano principalmente la bocca, la laringe e la faringe; nel corso del 2015, solo nel nostro Paese, sono stati diagnosticati circa 9200 nuovi casi. Stando ai dati dell'Associazione Italiana Registro Tumori, annualmente in Italia ci sono circa 363.000 nuove diagnosi di tumore (esclusi i tumori della pelle che, per vari motivi, vengono classificati in modo differente), i carcinomi che interessano la testa e il collo incidono quindi per circa un 3 per cento (ai primi posti troviamo quello della mammella con un 14 per cento, quello del colon con un 13 per cento e quello alla prostata e del polmone, entrambi con un'incidenza dell'11 per cento). Alla luce di questi dati, i tumori della testa e del collo sono tutt'altro che trascurabili e la frequenza sale ulteriormente se si considera solo la popolazione maschile, il rapporto tra uomini e donne è infatti di 4 a 1. Tra i principali fattori di rischio ci sono alcune dipendenze: alcol e fumo. Anche l'infezione da papilloma virus umano gioca un ruolo importante, questo influisce però prevalentemente sui tumori orofaringei.

Il menu settimanale della dieta mediterranea prevede un apporto equilibrato di numerosi alimenti: giornalmente è previsto il consumo di cereali, ortaggi, verdura, frutta, latte e suoi derivati, non deve poi mai mancare l'olio d'oliva; vi è poi un consumo frequente di legumi, uova, pesce e carni bianche mentre è più limitato quello di dolci e carni rosse. In alcuni casi, ma non è obbligatorio, la dieta mediterranea prevede anche un consumo moderato di vino rosso durante i pasti. Bisogna ricordarsi che in alcuni casi, come per esempio il periodo della gravidanza, è bene evitare gli alcolici anche se assunti in piccole quantità. Chi segue questo regime alimentare non solo avrà notevoli benefici per la salute ma, nel lungo periodo, avrà un miglior controllo del peso forma e, in caso di qualche chilo di troppo, riuscirà a perdere peso semplicemente riducendo le porzioni e facendo un minimo di attività fisica (camminando ad esempio tutti i giorni per mezz'ora).

Per valutare l'impatto della dieta mediterranea sull'incidenza dei tumori, i ricercatori hanno utilizzato i dati di 500 pazienti, del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che sono stati ricoverati per casi di tumore della testa e del collo, le informazioni sono state poi confrontate con i dati relativi a un gruppo di controllo formato da 433 soggetti senza patologie tumorali. L'aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata con una scala che va da 0 a 12 punti, valori più alti corrispondono a una maggiore "aderenza" al regime alimentare. Il punteggio è stato calcolato sulla base di alcune componenti dietetiche: alcol, carne, frutta, legumi, pesce e verdura. Per ogni componente è stato attribuito un punteggio di 0, 1 o 2 sulla base delle porzioni assunte quotidianamente o settimanalmente. Per fare un esempio, il punteggio massimo si ottiene nei casi in cui si ha un consumo quotidiano di frutta superiore alle 2 porzioni (pari o superiore a 300 grammi), giornalmente si mangiano almeno 2- 3 porzioni di verdura (corrispondenti a un quantitativo uguale o superiore ai 250 grammi), un consumo settimanale di legumi superiore a 2 porzioni (che corrispondono a più di 140 grammi), almeno 2-3 porzioni di pesce a settimana (pari a 250 grammi), infine ci deve essere un consumo giornaliero di carne inferiore a 1 porzione (meno di 80 grammi) e un consumo giornaliero di bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) che giornalmente non apporti più di 12-14 grammi di alcol.

Incrociando i risultati raccolti si è scoperto che le persone che seguono la dieta mediterranea corrono un minor rischio di tumori della testa e del collo. Nello specifico si è scoperto che i soggetti che raggiungevano un punteggio di almeno 6 punti, rispetto a chi otteneva un punteggio minore di 4, avevano un rischio di tumori della testa e del collo ridotto del 50 per cento. Dai dati si è però anche rilevato che solo il 10 per cento degli individui senza patologie tumorali aveva un'alta aderenza alla dieta mediterranea, vi è quindi un'imporrante sfida che è quella di cercare di motivare i cittadini ad alimentarsi in modo corretto. Spesso la dieta si associa esclusivamente al peso corporeo, delle politiche sanitarie efficaci devono essere invece messe in pratica per far si che sia sempre più diffuso il messaggio dell'importanza della dieta per la prevenzione delle malattie.

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