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Bagno dopo mangiato e congestione, un mito da sfatare

Bagno dopo mangiato e congestione

Quanto tempo bisogna aspettare per fare il bagno dopo mangiato? sebbene la saggezza popolare suggerisce di attendere almeno 2 o addirittura 3 ore, la scienza dice che si può fare anche subito. Il luogo comune che prima di fare il bagno bisogna aspettare dalle due alle tre ore è solo italiano e di pochi altri Paesi, nella maggior parte del mondo nessuna mamma ha infatti mai obbligato i propri figli a un'attesa prolungata per poter entrare in acqua dopo un pasto. Una delle motivazioni per cui si consiglia di attendere è riconducibile a un'ipotetica congestione, un blocco intestinale legato al cambiamento termico dovuto all'immersione in acqua. Se si osservano i dati scientifici si scopre però che chi fa il bagno dopo mangiato e chi attende delle ore ha la stessa probabilità di annegamento. Anche alla luce di queste informazioni, l'International Life Saving Federation, al punto 18 (Eating before swimming), evidenzia che è infondata la raccomandazione di evitare il bagno subito dopo aver mangiato.

Altre informazioni rassicuranti arrivano anche da una revisione scientifica pubblicata dalla Croce rossa americana (Advisory Committee Scientific Review: Eating Before Swimming). In base agli studi disponibili, in alcuni casi il bagno dopo mangiato può essere associato a vomito, nausea, dolore addominale, ecc. non esiste però nessuna relazione di causa-effetto con il rischio di annegamento. Nella maggior parte dei casi un'eventuale problema per la salute è riconducibile allo sbalzo termico, è infatti sconsigliata l'immersione veloce in un'acqua fredda sia dopo aver mangiato ma anche in altre circostanze (per esempio dopo esser rimasti per diverso tempo esposti al sole). Via libera quindi al bagno dopo mangiato stando però attenti alla temperatura dell'acqua rispetto a quella esterna e alla rapidità con la quale ci si bagna, un tuffo è quindi sconsigliato (meglio immergersi gradualmente stemperando la temperatura del corpo bagnandosi, ad esempio, prima le gambe e i polsi).

Congestione e bagno: le situazioni a rischio

Dopo aver evidenziato che i dati scientifici non precludono il bagno dopo aver mangiato e si può fare in tutta sicurezza se si entra gradualmente in acqua, vediamo ora quali sono le situazioni che potrebbero comportare dei rischi per la salute.

Se un piccolo bagno rinfrescante non comporta particolari problemi, si sconsiglia una nuotata nell'acqua alta dopo un pasto, sopratutto se abbondante (un malore nell'acqua profonda può essere pericoloso mentre se si è nell'acqua bassa si ha il tempo di uscire o essere soccorsi più facilmente).

Dopo aver preso il sole per diverso tempo un tuffo in acqua è sconsigliato, per evitare lo sbalzo termico è opportuno rimanere circa un quarto d'ora all'ombra, dopodiché ci si può immergere gradualmente iniziando dalle gambe e le braccia. Questa raccomandazione vale sempre ma bisogna prestare particolare attenzione sopratutto quando la differenza di temperatura tra l'acqua e l'esterno è maggiore.

Molti bambini e ragazzi (ma non solo) spesso giocano a pallone in spiaggia o fanno una corsa, finita l'attività, per rinfrescarsi, si tuffano all'improvviso senza lasciare il tempo all'organismo di adattarsi alla nuova temperatura, una pratica pericolosa sopratutto quando si è molto sudati. Dopo un'attività fisica, più o meno intensa, se non si attendono almeno 15-30 minuti all'ombra si può rischiare un'idrocuzione (sincope da idrocuzione), una sincope che colpisce gli individui che si immergono rapidamente in acqua.

Meglio non fare il bagno se sono stati bevuti alcolici o bevande ghiacciate, per contrastare il caldo bisognerebbe prediligere bevande non alcoliche fresche piuttosto che ghiacciate. Gli alcolici sono sconsigliati per due motivi: da una parte hanno un effetto vasodilatatore che causa una diminuzione dell'afflusso di sangue al cervello e agli organi interni, dall'altra vi è un rallentamento dei riflessi e un'alterazione della percezione dei pericoli.

Per fare il bagno in tutta sicurezza bisogna quindi attenersi alle raccomandazioni appena date utili per evitare il brusco contatto con l'acqua (sopratutto quando è fredda). Nel caso di bambini al di sotto dei 5 anni, ma anche quelli più grandi se non hanno ancora un'adeguata competenza acquatica, non bisogna mai perderli di vista, è inoltre importante monitorare le correnti e la profondità dell'acqua.

Cosa fare in caso di congestione

Come abbiamo precedentemente spiegato, lo sbalzo termico che può portare a una cogestione è riconducibile a diverse situazioni, vediamo ora come ci si comporta davanti a questa eventualità. Prima di tutto, per individuare l'evento avverso, elenchiamo i sintomi della congestione: nausea, sudorazione profusa e brividi, dolori addominali, vomito e senso di svenimento, in alcuni casi ci può essere una perdita di senso e di coscienza (ovviamente non è detto che questi sintomi si presentino tutti contemporaneamente ). Sebbene la congestione di per se non è mortale, quando questa avviene in acqua può portare all'annegamento (per questo in determinate circostanze si sconsiglia di nuotare nell'acqua alta).

Quando la congestione si presenta dopo un bagno, la prima cosa da fare è quella di asciugare la persona, successivamente bisogna coprirla e farla distendere facendole tenere le gambe in alto. Quando c'è una perdita di coscienza, o c'è stata e la persona si è ripresa, è opportuno recarsi al pronto soccorso. Nel momento in cui la temperatura corporea è di nuovo stabile si può far bere una bevanda calda, è sconsigliato darla subito dopo l'evento avverso. Dopo circa 2-3 ore dalla congestione , quando la temperatura corporea si è ri-stabilizzata, ci si riprende senza particolari problemi.

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