UniversONline.it

I danni del fumo passivo sono spesso sottovalutati - Sono ancora molte le persone che sottovalutano gli effetti dannosi del fumo passivo, secondo una recente indagine ben il 20 per cento degli italiani fuma in...

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

I danni del fumo passivo sono spesso sottovalutati

Danni del fumo passivo

Sono ancora molte le persone che sottovalutano gli effetti dannosi del fumo passivo, secondo una recente indagine ben il 20 per cento degli italiani fuma in casa esponendo agli effetti nocivi anche i familiari. Sebbene sia ormai risaputo da tutti, o quasi, che fumare fa male, ancora oggi troppo spesso ci sono perone che sottovalutano il problema, l'argomento è stato affrontato in occasione del CIOT, una conferenza che l'Associazione Italiana Oncologi Toracici (AIOT) organizza negli anni pari in alternanza alla Consensus Conference organizzata negli anni dispari.

Filippo de Marinis, oncologo polmonare e socio fondatore dell'Associazione Italiana di Oncologia Toracica, evidenzia che se la popolazione mondiale smettesse di fumare, nel giro di 20-30 anni l'incidenza del carcinoma polmonare verrebbe abbattuta addirittura del 90 per cento, un risultato che non si riuscirebbe ad ottenere con nessuna terapia. Le vite salvate sarebbero numerosissime se si considera che il carcinoma del polmone è il quarto più diffuso alle spalle di quello alla mammella, al colon retto e alla prostata.

Se proprio non si riesce ad abbandonare il vizio del fumo, gli oncologi rimarcano che è importante smettere di fumare almeno dentro casa. Il fumo passivo incrementa considerevolmente il rischio di tumore al polmone, quindi fumando si mette in pericolo non solo la propria vita ma anche quella delle persone che stanno vicino.

Stando ai dati di un'indagine (Osservatorio Fumo, Alcol e Droga) condotta dall'Istituto Superiore di Sanità, poco meno dell'80 per cento degli italiani pensano che le case siano "libere da fumo", il restante 20 per cento evidenzia però che la loro abitazione non è "no smoking". Osservando i dati regionali si scopre che in fumatori che tengono di più alla salute dei familiari sono i veneti (solo il 9 per cento fuma in casa), mentre in Umbria quasi uno su tre fuma in casa noncurante degli effetti nocivi per chi gli sta vicino.

Quando si pensa ai danni del fumo il primo pensiero è il tumore al polmone, questo non è però l'unico rischio che si corre. Le persone che fumano hanno una maggiore probabilità di contrarre ben 25 malattie differenti e 18 tipologie di tumore, per quanto riguarda il fumo passivo, stando a quanto riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), esso provoca ogni anno circa 600 mila decessi.

Il fumo non è quindi un fattore di rischio solo per il cancro polmonare, quando si fuma una sigaretta nel fumo che si inspira sono presenti numerose sostanze che, una volta in circolo nell'organismo, favoriscono lo sviluppo di malattie neurologiche, cardiovascolari, alterazioni cutanee e del metabolismo osseo (come ad esempio l'osteoporosi).

In alcune circostanze il vizio della sigaretta può essere molto pericoloso, è ad esempio importantissimo smettere di fumare in gravidanza, i danni durante la maternità ci possono però essere anche con il fumo passivo, sopratutto se il tabagista vive nella stessa casa. Il fumo diretto, ma anche quello passivo, rendono anche più difficoltoso il concepimento e anticipa il periodo della menopausa. Stando ai risultati di uno studio americano condotto presso il Roswell Park Cancer Institute, le donne fumatrici, o ex fumatrici, hanno un rischio maggiore (più 26 per cento) di menopausa precoce e un maggior rischio di infertilità (più 14 per cento).

Negli ultimi anni si sente poi parlare sempre più spesso anche di fumo di terza mano, un elemento di rischio potenzialmente dannoso sopratutto per i bambini che si trovano a trascorrere lunghi periodo in ambienti dove qualcuno ha fumato in precedenza (casa, auto, ecc.). Quando si parla di fumo di terza mano ci si riferisce a tutta una serie di sostanze nocive che si depositano sulle superfici degli ambienti dove si è fumato in precedenza, tali sostanze permangono anche dopo che la sigaretta è stata spenta e dopo aver arieggiato la stanza (o la macchina). Queste sostanze contaminano le superfici e, in particolare su quelle porose e sui tessuti, possono persistere anche diverse settimane (per questo in alcuni casi si sente odore di fumo anche se nessuno fuma da tempo). Sebbene inferiori rispetto al fumo passivo, anche l'esposizione a quello di terza mano incrementa il rischio di malattie. Purtroppo molti non sono consapevoli di questo pericolo e pensano che basti aprire le finestre per eliminare il problema, si spera che questa informazione possa tornare utile per migliorare l'aria dell'ambiente domestico che andrebbe tutelato sopratutto in presenza di soggetti più vulnerabili come i bambini e i neonati che correrebbero un rischio maggiore di SIDS.

Condividi questa pagina

Invia pagina

Approfondimenti sull'argomento

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook