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Dieta senza glutine dannosa per i non celiaci

Dieta senza glutine per i non celiaci

Sempre più persone sono convinte che mangiare senza glutine faccia bene a tutti, non solo ai celiaci; una moda rischiosa in quanto una dieta senza glutine è dannosa per i non celiaci. Quando la dieta senza glutine è prescritta dallo specialista, perché vi è una caso di celiachia o intolleranza, non vi sono dubbi sui benefici per il paziente portati da questo regime alimentare, le cose però cambiano quando una persona non intollerante al glutine decide di eliminare il componente proteico dalla propria tavola con la convinzione di ottenere un ipotetico beneficio per la salute e la forma fisica. I rischi di una dieta gluten free, per le persone non affette da celiachia, sono stati esposti in un editoriale pubblicato sul Journal of Pediatrics (The Gluten-Free Diet: Recognizing Fact, Fiction, and Fad - Doi: 10.1016/j.jpeds.2016.04.014).

La dottoressa Norelle Rizkalla Reilly, specializzata in gastroenterologia pediatrica e autrice dell'editoriale pubblicato sul Journal of Pediatrics, evidenzia che le persone che non soffrono di intolleranza al glutine potrebbero subire dei danni se decidono di seguire una dieta priva di glutine (gluten-free diet). Il rischio vale per tutti ma nel caso dei bambini l'attenzione deve essere ancora più alta in quanto questo particolare regime alimentare potrebbe comportare gravi carenze nutrizionali che vanno a compromettere lo sviluppo.

Anche se la celiachia interessa una porzione abbastanza ridotta della popolazione, in Italia le stime parlano di una persona su cento, quelle che decidono di seguire una dieta gluten free sono in forte aumento. Negli ultimi anni questo specifico regime alimentare terapeutico è diventato una moda a causa anche di alcune star americane che hanno diffuso delle idee sbagliate. A beneficiare di questa "moda" non sono di certo le persone, come detto in precedenza una dieta priva di glutine non apporta dei benefici ai non celiaci, ma le industria alimentare gluten-free, il loro fatturato è più che raddoppiato in soli due anni (+136 per cento dal 2013 al 2015).

Norelle Rizkalla Reilly spiega che molti genitori, in buona fede in quanto si preoccupano per la salute dei propri figli, fanno seguire un regime alimentare senza glutine. Un comportamento dettato da diverse supposizioni tutte sbagliate: alcuni pensano che sia un buon modo per prevenire la celiachia, altri pensano che così facendo si possono attenuare determinati sintomi dell'intolleranza e altri sono sicuri che sia una buona dieta che fa bene alla salute. Questa iniziativa personale dei genitori, senza aver prima consultato un medico o aver sottoposto i bambini a dei test diagnostici per la celiachia, non può che essere pericolosa in quanto priva il piccoli di sostanze molto utili per lo sviluppo e non solo.

La celiachia colpisce una porzione abbastanza ridotta della popolazione, vi è però un altro pericolo in agguato, la sensibilità al glutine. Mentre la celiachia è una patologia autoimmune, un 5-10 per cento della popolazione presenta una forma di sensibilità al glutine, una condizione fisica che presenta alcuni sintomi simili a quelli della celiachia (sonnolenza, senso di gonfiore, diarrea, ecc.) e scompaiono se si segue una dieta senza glutine per almeno un mese e mezzo. Anche in questo caso è però importante una diagnosi appropriata e non bisogna eliminare di testa propria il glutine dalla dieta (si rischierebbe di falsare i dati dell'esame).

Attualmente la dieta gluten free è l'unico modo che i celiaci hanno per gestire la patologia, questa non è però sempre una scelta salutare e potrebbe causare gravi carenze nutrizionali potenzialmente pericolose sopratutto in età pediatrica. Una dieta senza glutine priva l'organismo di micronutrienti quali: acido folico, magnesio, ferro, vitamine del gruppo B e fibre presenti nella pasta e nel pane (i primi due alimenti che di solito vengono eliminati). Particolare attenzione deve quindi essere posta anche dalle donne in dolce attesa in quanto si andrebbero ad eliminare vitamine importanti in gravidanza.

Molti decidono inoltre di testa propria di seguire questo tipo di dieta per perdere peso, una scelta sbagliata in quanto i prodotti che si utilizzano per sostituire quelli con il glutine, in alcuni casi, potrebbero fornire un maggior apporto di calorie e grassi. Una fetta di pane senza glutine rimane sempre una fetta di pane, non ci sono quindi dei benefici per la linea, anzi, spesso le industrie alimentari aggiungono altre sostanze, per migliorare il sapore dell'alimento, che fanno aumentare le calorie apportate e i grassi.

Se quindi una persona non è ne celiaca ne intollerante al glutine non potrà avere nessun beneficio da una dieta priva di glutine, è inoltre sbagliato pensare che sia una scelta salutare senza alcun svantaggio. Al contrario, chi decide di seguire questo regime alimentare solo per moda otterrò esclusivamente conseguenze negative in quanto incrementerà l'assunzione di calorie, di grassi e si priverà di vitamine e altre sostanze utili per l'organismo. Privare l'organismo di una certa sostanza, come per esempio il glutine, per troppo tempo, nel lungo periodo potrebbe far insorgere anche un'intolleranza. Se quindi prima si potevano mangiare tranquillamente alimenti con il glutine, dopo una privazione prolungata si potrebbe correre il rischi che si sviluppi un'intolleranza al glutine, da non confondere con la celiachia che è una infiammazione cronica dell'intestino tenue scatenata dall'ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

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