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Caffè in gravidanza e rischio di aborto

Caffè e rischio di aborto

Le donne che bevono caffè in gravidanza nel primo trimestre potrebbero incrementare il rischio di aborto spontaneo, effetti negativi della caffeina ci sono però anche nel periodo preconcepimento. Sono ormai numerosi gli studi che consigliano di non superare le due tazzine di caffè al giorno durante la gravidanza, secondo quanto scoperto da un gruppo di ricercatori dell'Istituto nazionale della sanità americana (National Institutes of Health) e dell'Ohio State University, il consumo di caffè andrebbe moderato anche nelle settimane che precedono il concepimento, un consiglio che non vale solo per la futura mamma ma anche per il futuro papà. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sula rivista Fertility and Sterility (Lifestyle and pregnancy loss in a contemporary cohort of women recruited before conception: The LIFE Study - Doi: 10 1016 / j fertnstert 2016 03 009).

Germaine Buck Louis, prima autrice dello studio, spiega che in base ai dati raccolti il consumo di bevande contenenti caffeina diminuisce le possibilità di concepimento e incrementano il rischio di aborto spontaneo. Come in altri studi, anche in questo si è scoperto che non solo l'alimentazione della madre è importante ma pure quella del padre. Anche un consumo eccessivo di caffeina da parte dell'uomo può infatti da una parte diminuire notevolmente la probabilità di concepimento e dall'altra incrementare il rischio di aborto. Nel corso dell'indagine si è inoltre constatato che le donne che assumono giornalmente integratori multivitaminici prima di concepire, e successivamente nel primo trimestre della gravidanza, hanno meno rischi di aborto.

Forse molti non sanno che l'aborto spontaneo è un evento abbastanza frequente. Nel primo trimestre, mediamente , può interessare circa il 30 per cento delle gravidanze. Spesso si tratta di un episodio sporadico, senza quindi dei fattori presenti in maniera continuativa nella donna, in alcuni casi ci potrebbero però essere delle cause genetiche o fattori legati all'età. Superati i 40 anni, ad esempio, il rischio di aborto potrebbe raggiungere il 40 per cento. Alla luce di questi dati, i risultati dello studio americano non andrebbero presi alla leggera. Sopratutto in caso di aborti spontanei ripetuti potrebbe essere il caso di astenersi dal consumo di caffè (o altre bevande contenti caffeina) per un certo periodo in modo da non incrementare ulteriormente il rischio di aborto.

Per condurre l'indagine, fra il 2005 e il 2009, sono state arruolate 501 coppie che vivevano nel Michighan e nelle contee del Texas. Del totale, 344 donne sono rimaste incinta durante il periodo di osservazione. Di tutte le coppie sono stati esaminati e confrontati diversi elementi: stile di vita (attività fisica, vizio del fumo, ecc), consumo di bevande contenenti caffeina, uso di integratori multivitaminici, ecc. I ricercatori si sono concentrati in particolar modo nell'analisi dei comportamenti a partire dalle sette settimane prima del concepimento fino alla settima settimana di gestazione.

Da una prima analisi è emerso che l'età della madre incide in maniera significativa sulla probabilità di aborto spontaneo, le donne che avevano 35 anni o più presentavano infatti un rischio doppio di perdere un figlio rispetto alle madri più giovani. L'analisi degli stili di vita ha permesso poi di scoprire che le donne che consumavano mediamente più di due bevande contenenti caffeina al giorno presentavano un incremento del rischio, un rischio che veniva incrementato ulteriormente quando tale abitudine era presente anche nel partner.

Se da una parte il caffè, e altre bevande contenenti caffeina, incrementano il rischio di aborto, dall'altra si è scoperto che il consumo quotidiano di integratori vitaminici, o una dieta che apporta un buon livello di vitamine, possono ridurre notevolmente tale rischio. Un buon apporto di vitamine prima del concepimento contribuisce a ridurre il rischio di aborto spontaneo del 55 per cento, il rischio si riduce ulteriormente (fino a quasi l'80 per cento) se la donna continua a prendere le vitamine anche durante la gravidanza. I benefici sono attribuibili in particolar modo a due vitamine: la vitamina B6 (nota anche come piridossina) e la vitamina B9 (meglio nota come acido folico).

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