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Se in sovrappeso, non basta lo sport per ridurre il rischio di morte

Se in sovrappeso, non basta lo sport

Grazie a una costante attività fisica si può ridurre il rischio di morte, questo però non vale in tutte le situazioni. Una persona in sovrappeso ma sportiva ha ad esempio una maggiore rischio di morte prematura rispetto a un individuo non in sovrappeso che conduce una vita per lo più sedentaria. Ci sono persone grasse che nonostante i chili di troppo riescono a sostenere delle buone performance sportive, tali persone vengono identificate con il termine anglosassone fat but fit (grasse ma in forma). Un gruppo di ricercatori svedesi ha indagato sull'incidenza del sovrappeso sul rischio di morte concludendo che l'attività fisica non riesce ad annullare i rischi derivanti dai chili di troppo. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sull'International Journal of Epidemiology (Aerobic fitness in late adolescence and the risk of early death: a prospective cohort study of 1.3 million Swedish men - doi: 10 1093 / ije / dyv321 - Dicembre 2015).

Gabriel Högström, primo autore dello studio, spiega che alcune persone continuano ad eccedere con il cibo pensando di poter compensare i rischi legati ai chili di troppo con l'attività fisica. Se da una parte è vero che una vita non sedentaria contribuisce a ridurre il rischio di morte prematura, i dati raccolti in questo nuovo studio dimostrano che una persona non grassa e fuori forma (not fat, but unfit) ha minori probabilità di morire prematuramente rispetto a una persona grassa ma informa (fat but fit). Un'obesità patologica può addirittura azzerare i benefici dati dallo sport.

La ricerca svedese ha indagato su un aspetto poco studiato fino ad ora, il legame diretto tra attività sportiva, salute nei giovani e rischio di morte prematura. Per condurre l'indagine sono stati esaminati i dati di 1.317.713 ragazzi svedesi che al momento dell'inizio dello studio avevano un'età media di 18 anni. Durante il periodo di follow-up, durato ben 29 anni, 44.301 soggetti sono deceduti.

Dall'analisi dei dati è emerso che i ragazzi più attivi presentavano mediamente un rischio di morte per tutte le cause inferiore del 48 per cento rispetto ai coetanei che avevano una vita prevalentemente sedentaria. Alcune delle cause di morte erano per lo più collegate ad aspetti psicologici e sociali, le persone meno informa (unfit) avevano un maggior rischio di morte per suicidio, abuso di alcol e droghe. Si è inoltre rilevato un forte legame tra scarsa attività fisica e traumi (le persone poco in forma muoiono più facilmente in seguito a un trauma fisico). Peter Nordström, coordinatore dello studio, spiega che sulla causa di questi legami per il momento si possono fare solo delle ipotesi, una spiegazione si potrebbe trovare nei fattori genetici ma non solo.

Per quanto riguarda il legame tra attività fisica, indice di massa corporea e probabilità di morte prematura, si è rilevato che gli uomini normopeso, indipendentemente dal livello di fitness, presentavano un rischio di morte inferiore rispetto agli individui obesi che avevano delle performance sportive elevate. Sebbene un'attività fisica non può che far bene alle persone con qualche chilo di troppo, si è scoperto che i benefici dati da questa si riducono all'aumentare del grado di obesità fino a scomparire negli obesi gravi. Non basta quindi fare solo dell'attività fisica per annullare il rischio di morte collegata ai chili di troppo, è bene anche modificare la propria dieta, limitando l'assunzione di cibo spazzatura e dolci (a favore di una dieta mediterranea), in modo da allontanarsi il più possibile dall'area dell'obesità patologica (IMC superiore a 40), dell'obesità di classe 2 (IMC tra 35 e 40) e dell'obesità di classe 1 (IMC tra 30 e 35), per quanto riguarda il sovrappeso (IMC tra 25 e 30), uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association ha concluso che qualche chilo in più può diminuire il rischio di mortalità.

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