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Cioccolato (cacao) contro i sintomi di Parkinson come il tremore - Alle cure attualmente disponibili per contrastare efficacemente i disturbi della malattia di Parkinson si potrebbe aggiungere un rimedio naturale, il cacao

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Cioccolato (cacao) contro i sintomi di Parkinson come il tremore

Cacao contro i sintomi di Parkinson

Alle cure attualmente disponibili per contrastare efficacemente i disturbi della malattia di Parkinson si potrebbe aggiungere un rimedio naturale, il cacao; un alimento potenzialmente utile contro alcuni sintomi come ad esempio il tremore. L'efficacia del cioccolato nella terapia per il Parkinson sarà testata nel corso di uno studio che si condurrà presso i laboratori della Technische Universität Dresden di Dresda (Germania). Il potenziale effetto curativo risiederebbe nella feniletilamina, un neurotrasmettitore contenuto nel cacao che oltre a diminuire gli stati depressivi contribuisce ad aumentare i livelli di dopamina, un neurotrasmettitore presente in quantità ridotte nelle persone colpite dal morbo di Parkinson.

Sono ormai numerosi gli studi che esaltano le proprietà benefiche del cacao per la salute, un alimento che non fa bene solo all'apparato cardiovascolare ma anche al cervello. Già in passato uno studio italiano aveva dimostrato che il cioccolato fondente può essere utile nelle malattie neurodegenerative come ad esempio l'Alzheimer, la ricerca tedesco potrebbe allungare quindi la lista degli effetti terapeutici. In diversi studi si è osservato che nelle persone colpite da Parkinson vi è una perdita di cellule nervose nell'area cerebrale che produce la dopamina, una zona che è anche responsabile del coordinamento dei movimenti dell'organismo. Visto che alcuni sintomi della malattia, come ad esempio il tremore, sono imputabili a una carenza di dopamina, secondo gli esperti la stimolazione della produzione del neurotrasmettitore (che può avvenire grazie alla feniletilamina presente nel cacao) potrebbe migliorare la qualità della vita del paziente e contrastare lo sviluppo della malattia.

La sperimentazione coinvolgerà inizialmente 30 pazienti affetti dalla malattia di Parkinson. I volontari saranno divisi in due gruppi e, due volte al giorno per un periodo di una settimana, riceveranno 50 grammi di cioccolato bianco (privo di cacao) o cioccolato fondente (con una percentuale di cacao dell'85 per cento). Dopo una settimana il gruppo che aveva mangiato il cioccolato fondente dovrà mangiare il cioccolato bianco e viceversa. Al termine dello studio si analizzeranno alcuni valori attraverso le analisi del sangue e si valuteranno eventuali differenze nei sintomi della malattia.

Come si possono contrastare alcuni sintomi del Parkinson?

In attesa dei risultati dello studio della Technische Universität Dresden di Dresda, vediamo come si possono contrastare attualmente i sintomi del morbo di Parkinson. Grazie ai farmaci attualmente disponibili molti pazienti colpiti da questa malattia neurodegenerativa riescono ad avere una buona qualità della vita, ciò nonostante è importante seguire il trattamento riabilitativo che è fondamentale nella terapia antiparkinson.

Le condizioni psicofisiche delle persone colpite da Parkinson possono migliorare notevolmente se si segue un adeguato programma di esercizi fisici, se si partecipa ai gruppi di supporto psicologico e adottando una dieta alimentare equilibrata ed adeguata alle singole esigenze.

L'attività fisica non dovrebbe limitarsi esclusivamente ai cicli di riabilitazione motoria riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale (solitamente due volte all'anno). Il paziente, con il supporto della famiglia, dovrebbe trovare spazio per un po' di attività fisica quotidiana (riabilitazione permanente). Grazie alla fisioterapia si stimolano le funzioni respiratorie e la funzione cardiaca, si stimola il complesso muscolare (rafforzandolo) e aumenta la mobilità delle articolazioni rendendole tra l'altro più elastiche. Si è osservato che le persone che seguono con costanza un trattamento fisioterapico presentano maggiori vantaggi sui sintomi della malattia.

Anche se potrebbe sembrare scontato, è importante ricordare che è fondamentale rispettare gli orari di somministrazione dei farmaci, in particolare della levodopa che va assunto circa mezz'ora prima dei pasti. In caso di preparati di levodopa solubile si consigli di versare nello stesso bicchiere una seconda dose di acqua e berla (può capitare che, proprio perché solubili, tali preparati possono rimanere in parte sulle pareti del bicchiere, un'eventualità che andrebbe a interferire con la dose assunta). Per quanto riguarda i dopaminoagonisti (DA) è invece importante assumerli a stomaco pieno per evitare possibili nausee. Per controllare adeguatamente la malattia è fondamentale assumere la giusta dose di farmaco al momento giusto secondo quanto prescritto dal medico curante.

In linea di massima l'alimentazione da seguire è la stessa dei soggetti santi, solo in caso di fluttuazioni motorie (variazioni dello stato clinico nell'arco della giornata dove momenti di buona motilità si alternano a momenti di blocco motorio) può essere indicata una dieta ipoproteica per migliorare l'assorbimento della levodopa. Le proteine contenute negli alimenti, in particolare la carne, possono competere a livello dell'intestino tenue con la levodopa riducendone l'assorbimento. Di conseguenza una minore quantità del farmaco raggiunge il cervello e risulta meno efficace. Per migliorare l'assorbimento della levodopa è importante anche bere molti liquidi, questo perché la loro assunzione migliora la motilità dell'intestino.

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