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Acido folico prima della gravidanza - Per prevenire una carenza di vitamina B9 bisognerebbe iniziare a prendere l'acido folico prima della gravidanza

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Acido folico prima della gravidanza

Acido folico prima della gravidanza

Per prevenire una carenza di vitamina B9 bisognerebbe iniziare a prendere l'acido folico prima della gravidanza. Sebbene l'acido folico sia contenuto in numerosi alimenti, chi sta provando a rimanere in cinta dovrebbe migliorare l'apporto di acido folico già prima del concepimento, un comportamento che aiuta a ridurre del 70 per cento il rischio che il neonato sviluppi gravi malformazioni del sistema nervoso centrale. Anche se ormai tutti dovrebbero sapere quanto è importante questa vitamina Durante la gravidanza, Paolo Salerno, ricercatore del Centro Nazionale Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in occasione di un workshop organizzato all'Expo dal Ministero della Salute, ha puntato ancora una volta i riflettori sull'acido folico. Per l'evento è stato anche preparato un opuscolo informativo che raccoglie in modo sintetico numerose informazioni sulla vitamina B9 in correlazione alla gravidanza.

Se si sta pianificando una gravidanza, o comunque non la si esclude, bisognerebbe iniziare ad assumere la vitamina B9 in una quantità di circa 0,4 milligrammi al giorno. Un buon apporto è importante perché una carenza di acido folico è collegata a gravi malformazioni del sistema nervoso centrale come ad esempio la spina bifida. L'acido folico andrebbe preso poi anche dal papà, è stato infatti dimostrato che una carenza di acido folico nella dieta del padre, nel periodo precedente al concepimento, può portare a gravi malformazioni del nascituro. Sebbene la dieta mediterranea è ricca di acido folico, questa vitamina è presente in diversi alimenti quali legumi, verdure a foglia larga e frutta, durante certe fasi della vita della donna è importante una supplementazione. I livelli ottimali possono essere raggiunti con diverse pasticche che si possono trovare in farmacia (Folidex, Folina, ecc.).

Durante il periodo della gravidanza il fabbisogno giornaliero di vitamina b9 aumenta, di conseguenza non lo si assicura più soltanto con un'alimentazione corretta che può invece essere sufficiente nelle altre fasi della vita. Si potrebbe quindi correre il rischio di avere un deficit che, come spiegato in precedenza, può portare a gravi conseguenze negative per il nascituro. L'acido folico, sotto forma di integratore, andrebbe quindi preso prima della gravidanza e durante le prime settimane; Paolo Salerno spiega che protrarre l'assunzione oltre questo tempo non porta a particolari benefici e sarebbe solo una spesa sanitaria insensata perché il tubo neurale, da cui si origina il sistema nervoso centrale, si chiude tra il secondo e il terzo mese dopo il concepimento.

In molti casi le donne scoprono di essere incinta alla quinta settimana di gravidanza. Lo sviluppo delle strutture embrionali, da cui si formeranno il cervello e il midollo spinale del feto, si completa appena 28 giorni dopo il concepimento, per questo motivo è importante che la futura mamma inizi a prendere l'acido folico quando si inizia a pensare alla maternità o non si esclude il fatto di poter rimanere incinta.

Posologia acido folico

Quanto acido folico serve giornalmente? In una condizione normale, sia per gli uomini che per le donne, sono sufficienti 200 microgrammi di vitamina B9 al giorno. Questi quantitativi possono essere tranquillamente raggiunti con un'alimentazione equilibrata ricca di vegetali, bisogna però ricordarsi che si hanno dei livelli più alti se si mangiano crudi. La cottura distrugge infatti dal 50 al 95 per cento dell'acido folico.

In alcuni casi l'acido folico viene prescritto per contrastare qualche disturbo specifico, può per esempio servire a ridurre i livelli di omocisteina (alti livelli di questa sostanza sono infatti correlati a un maggior rischio di malattie cardiache). L'acido folico può inoltre essere utilizzato nelle terapie per il morbo di Alzheimer, nella perdita di udito dovuta all'età, nella degenerazione maculare legata sempre all'età, ecc.. In questi casi la sua posologia varia a seconda della malattia che si vuole contrastare e sarà il medico curante a suggerire i quantitativi giornalieri. In caso di carenza folica si possono utilizzare delle pasticche di Folidex, Folina, ecc., con una dose compresa fra i 5 e i 15 microgrammi al giorno.

In caso di anemia megaloblastica la dose giornaliera è di 5 microgrammi per quattro mesi - negli stati di malassorbimento potrebbe essere necessario somministrare dosi giornaliere fino a 15 mg; la dose di mantenimento e di 5 mg ogni 1-7 giorni. Le dosi cambiano però nei bambini, per i piccoli (età < 1 anno) sono previsti 500 mcg/kg/die fino a 4 mesi - dose di mantenimento, 500 mcg ogni 1-7 giorni. Per il deficit di folati nella dialisi si assumono, una volta a settimana, 5 milligrammi.

Per le gestanti, sopratutto nei primi tre mesi, è importante innalzare la dose fino a 400 microgrammi/die. La supplementazione di acido folico non andrebbe interrotta neanche durante il periodo dell'allattamento, in questa fase si consiglia di arrivare a 350 mcg al giorno. Il costo dell'acido folico (Folidex, Inofolix, Fertifol, Folina, ecc.) varia a seconda della casa farmaceutica, per determinate patologie e condizioni (per esempio gravidanza) è inoltre mutuabile.

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