UniversONline.it

Cause Alzheimer: esposizione al sole e vitamina D - Fra le cause dell'Alzheimer ci potrebbe essere l'esposizione al sole, sebbene in alcune circostanze il sole potrebbe fare anche male, un esposizione...

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

Cause Alzheimer: esposizione al sole e vitamina D

Cause Alzheimer: esposizione al sole e vitamina D

Fra le cause dell'Alzheimer ci potrebbe essere l'esposizione al sole, sebbene in alcune circostanze il sole potrebbe fare anche male, un esposizione controllata ai raggi solari è fondamentale per la salute del corpo in quanto contribuisce a produrre la vitamina D. La relazione tra esposizione al sole, vitamina D e Alzheimer è stata rimarcata da dottor Tom Russ, ricercatore presso l'Università di Edimburgo (Scozia). Stando ai dati raccolti le persone che vivono al Nord potrebbero avere un rischio maggiore di sviluppare demenza proprio a causa di una minore esposizione al sole.

I ricercatori dell'Università di Edimburgo hanno quindi individuato una possibile causa di Alzheimer nella posizione geografica in cui si vive. Le zone climatiche più fredde e poco soleggiate sono infatti collegate a un abbassamento dei livelli di vitamina D nella popolazione. Quanto constatato rafforza i risultati di uno studio, condotto presso l'Università di Exeter Medical School, pubblicato su Neurology (Vitamin D and the risk of dementia and Alzheimer disease - doi: 10 1212 / WNL 0000000000000755).

Durante l'indagine i ricercatori hanno rilevato l'esistenza di una chiara divisione geografica nei tassi di demenza. Analizzando i dati di gemelli svedesi è emerso che coloro che vivevano più a nord avevano una probabilità maggiore, dalle due alle tre volte, di sviluppare la malattia rispetto a coloro che vivevano in una latitudine più vicina all'equatore. Risultati analoghi sono stati inoltre riscontrati quando i ricercatori hanno esaminato i dati degli scozzesi nati nel 1921. Anche se da piccoli non si è riscontrato alcun rischio significativo in particolare rispetto a dove vivevano i soggetti, nel momento in cui si è raggiunta la mezza età è emerso un alto tasso della malattia tra coloro che vivevano più a Nord.

Nello studio pubblicato su Neurology si rileva che gli adulti con una carenza moderata di vitamina D presentano un aumento del rischio (+ 53 per cento) di sviluppare la demenza di qualsiasi tipo, concentrandosi sul campione che presenta una grave carenza di vitamina D il rischio cresce però drasticamente, in questo caso sale infatti del 125 per cento. Se si prendono in considerazione solo i casi di Alzheimer, le persone con una moderata carenza di vitamina D hanno un rischio più alto del 69 per cento mentre quelle con una grave carenza vedono il rischio crescere del 122 per cento.

Attualmente mancano però ancora dei dati per poter affermare con certezza che la luce solare o gli integratori di vitamina D riducono il rischio di demenza. Bisognerà condurre studi clinici su larga scala per valutare esattamente in che modo la vitamina D agisce sul rischio di sviluppare una forma di demenza. Ciò nonostante, la vitamina D è essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa e dei denti. E' fondamentale per la crescita e il rimodellamento osseo e interviene nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo.

Quali sono le fonti di vitamina D?

Si possono raggiungere buoni livelli di vitamina D in tre modi: attraverso l'esposizione della pelle alla luce solare, attraverso alcuni alimenti (pesci quali aringa, sgombro, sardine, l'olio di fegato di merluzzo, il burro, i formaggi grassi e le uova) e, come ultima spiaggia, attraverso gli integratori vitaminici. Durante l'estate, prendere il sole per soli 15 minuti è sufficiente per aumentare i livelli di vitamina D, nelle altre stagione il tempo di esposizione dovrà invece essere maggiore.

Condividi questa pagina

Invia pagina

Approfondimenti sull'argomento

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook