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Andare a letto presto diminuisce preoccupazioni e ansia

Andare a letto presto

A volte può capitare di avere pensieri negativi durante la notte, preoccupazioni e ansia possono poi continuare a tormentarci anche durante il giorno, una situazione che sembrerebbe essere correlata al nostro riposo. Secondo quanto scoperto da una coppia di psicologi dell'Università di Binghamton, c'è una correlazione tra le ore di sonno e l'atteggiamento mentale nella quotidianità. Gli esperti spiegano che quando si va a letto tardi e si dorme poco aumentano le preoccupazioni e le ansie per il futuro. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Cogntive Theraphy and Research (Duration and Timing of Sleep are Associated with Repetitive Negative Thinking - doi: 10 1007 / s10608-014-9651-7 - Dicembre 2014).

I due psicologi, Jacob A. Nota e Meredith E. Coles, spiegano che per iniziare la giornata con il piede giusto e con la mente sgombra dai cattivi pensieri è importante andare a letto presto. Le persone che dormono poco e vanno a letto troppo tardi risultano avere più preoccupazioni per il futuro e sono più ossessionate dagli avvenimenti negativi del loro passato. Chi più chi meno si sarà reso conto che un sonno poco ristoratore ha effetti non trascurabili sul proprio umore, grazie a questa nuova ricerca si è però scoperto che anche l'ora in cui si va a dormire può condizionare notevolmente lo stato di salute mentale.

Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno arruolato un campione di 100 matricole universitarie alle quali sono stati fatti compilare diversi questionari e un test al computer per misurare il cosiddetto Repetitive Negative Thinking , la frequenza di pensieri negativi, fattore spesso abbreviato con la sigla RNT. Oltre ai dati ricavati dal test, di ogni partecipante sono state raccolte informazioni relative alle loro abitudini: ciclo sonno veglia e comportamento generale.

Incrociando le varie informazioni si è così constatato che coloro che andavano a letto tardi con una maggiore frequenza erano anche quelli maggiormente esposti ai pensieri negativi, di norma poco frequenti alla loro età. Per ora, sottolineano gli stessi autori, non è però possibile affermare con certezza che ci sia una relazione diretta tra le due cose. Se da una parte il numero esiguo di ore dormite potrebbe portare ad avere cattivi pensieri, dall'altra potrebbero essere i cattivi pensieri a condizionare il riposo. Se per una persona adulta potrebbe essere più plausibile la seconda situazione, per un ragazzo, che tendenzialmente ha meno preoccupazioni, potrebbe valere la prima relazione.

Se ulteriori studi riusciranno a confermare la correlazione tra il tipo di riposo e gli stati di ansia (situazioni dove è il riposo a influire su preoccupazioni e ansia), parte dei malesseri psicologici potrebbero essere trattati con delle terapie che attualmente si usano per i disturbi del sonno. Una regolarizzazione dei ritmi di sonno e di veglia potrebbe quindi limitare le preoccupazioni inutili e la frequenza di pensieri negativi.

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