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Alimenti con omega 3 meglio degli integratori, attenzione però ai livelli nel sangue

Alimenti con omega 3 meglio degli integratori

Salvo casi particolari, bisognerebbe sempre preferire il cibo agli integratori alimentari. L'olio omega 3, ad esempio, si può trovare sotto forma di integratore alimentare (Omega-3 EPA, Omega-3 DHA) ma l'assunzione attraverso un'alimentazione equilibrata (che prevede l'integrazione nella dieta di pesci quali: salmone, sgombro, tonno, merluzzo, sardine, ecc.) è da preferire. Gli omega 3 si sono dimostrati efficaci nel tenere a bada i trigliceridi e dei livelli adeguati aiutano a diminuire la probabilità di scompensi cardiaci. Altri studi hanno messo in relazione gli omega 3 con un minor rischio di maculopatia. Non sempre però gli acidi grassi omega 3 hanno degli effetti positivi, si è scoperto che elevati livelli nel sangue degli uomini incrementano del 71 per cento il rischio di ammalarsi di cancro alla prostata. La ricerca che mette in relazione gli omega 3 con il maggior rischio di cancro alla prostata è stata pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute (Plasma Phospholipid Fatty Acids and Prostate Cancer Risk in the SELECT Trial - doi: 10 1093 / jnci / djt174 - Luglio 2013).

Il legame tra un elevato livello di acidi grassi omega 3 nel sangue e il maggior rischio di cancro alla prostata era già emerso in una ricerca del 2011. I nuovi dati, frutto di uno studio di un gruppo di esperti del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, confermano quindi quanto già sospettato in passato. Per superare il quantitativo ritenuto rischioso è sufficiente l'assunzione giornaliera di una sola compressa di omega 3, tale livello si raggiunge anche consumando pesce grasso (salmone, tonno e pesce azzurro) 3 o 4 volte a settimana.

I ricercatori hanno seguito due gruppi di volontari, uno di controllo e uno che presentava nel sangue alti livelli dei principali acidi grassi del gruppo omega-3 (EPA, DPA e DHA). Incrociando le varie informazioni raccolte si è scoperto che i volontari che presentavano alti livelli di Omega 3 nel sangue avevano il 71 per cento in più, rispetto ai pazienti con un livello normale, di sviluppare un tumore alla prostata molto aggressivo (una neoplasia difficile da trattare e dalla crescita particolarmente rapida). In alcuni casi è stato invece registrato un incremento più moderato, intorno al 43 per cento, di forme di cancro alla prostata meno aggressive e dalla crescita più lenta.

Attualmente i ricercatori non sono ancora in grado di spiegare in quale modo gli acidi grassi omega 3 possano contribuire allo sviluppo del tumore. Fra le possibili ipotesi al vaglio ci sarebbe un indebolimento del sistema immunitario o un'alterazione del DNA.

Gli studiosi concludono evidenziando che nel pesce ci sono comunque dei componenti molto utili per la salute, non sconsigliano quindi l'assunzione di pesci grassi (se limitato a non più di 2-3 volte a settimana) ma invitano a limitare sopratutto il consumo di integratori.

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