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Il latte bio (biologico) ha meno selenio, zinco e iodio

Il latte bio (biologico)

L'offerta di latte biologico è sempre più ampia, numerosi produttori (coop, hipp, granarolo, esselunga, parmalat, holle, ecc.) hanno aggiunto il latte bio tra i propri prodotti in seguito all'incremento della richiesta del mercato, non tutti però sanno che questo prodotto potrebbe essere meno nutriente di quello convenzionale. Secondo quanto scoperto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Santiago de Compostela, il latte proveniente dagli allevamenti che hanno puntato sul biologico risulta essere più povero di elementi come zinco, selenio e iodio (quest'ultimo particolarmente importante nella dieta durante la gravidanza). I risultati dello studio sono stati pubblicati su Food and Chemical Toxicology (Essential trace and toxic element concentrations in organic and conventionalmilk in NW Spain - doi: 55 (2013) 513-518 - Luglio 2013).

La concentrazione di determinate sostanze nel latte dipende prevalentemente dalla dieta che hanno gli animali. Le mucche allevate allo stato brado, libere quindi di brucare l'erba, hanno una dieta più sana rispetto a quelle alimentate esclusivamente a croccantini (una situazione tipica degli allevamenti intensivi). Esistono poi altri tipi di allevamenti che alternano i due tipi di alimentazione. Rispetto a un allevamento di tipo esclusivamente intensivo anche la "qualità della vita" è migliore in quanto gli animali sono liberi di pascolare e muoversi all'aria aperta. Di conseguenza, gli elementi di un allevamento intensivo farebbero pensare a una qualità di latte peggiore.

I ricercatori spagnoli hanno quindi deciso di condurre uno studio al fine di valutare in maniera scientifica le proprietà nutritive dei due alimenti esaminando le sostanze contenute in essi. Per condurre l'indagine sono stati messi a confronto oltre trenta campioni di latte provenienti dai due tipi di allevamento (biologico e convenzionale). Dai risultati è emerso che il latte biologico presentava una minore concentrazione di minerali, i livelli di sostanze tossiche erano invece pressoché equivalenti. Il cadmio ad esempio, anche se in concentrazioni molto basse, è stato trovato in egual misura in entrambi gli alimenti. La concentrazione di zinco, selenio e iodio risultava invece più alta nel latte proveniente dagli allevamenti tradizionali in quanto integrati nella dieta delle mucche.

Questi risultati potrebbero far pensare che il latte convenzionale sia migliore di quello biologico. Gli esperti spiegano però che il latte biologico può avere un minore contenuto di alcuni minerali, ma ha altre proprietà che sono molto più vantaggiose rispetto a quelle dei latte convenzionale. I ricercatori evidenziano che il latte non è la fonte primaria di questi elementi nella nostra dieta anche se lo iodio nel latte potrebbe essere molto importante e, per questo motivo, si sta cercando il modo di integrare negli allevamenti biologici dei mangimi naturali ricchi di iodio (attualmente si sta sperimentando l'utilizzo di un'alga).

L'assunzione dello iodio attraverso il latte potrebbe essere una soluzione sopratutto in quelle persone che non hanno una dieta equilibrata. Lo iodio è particolarmente importante per il metabolismo, sopratutto nel periodo dell'infanzia e durante la gravidanza. In Italia circa il 10 per cento della popolazione è affetta da gozzo (un aumento del volume della tiroide), una patologia che fra le cause più comuni vede proprio la carenza di iodio.

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