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Alcolici in gravidanza e capacità cognitive del bambino

Alcolici in gravidanza e capacità cognitive

Birra e vino in gravidanza andrebbero banditi, in generale le gestanti dovrebbero evitare qualsiasi alcolico, anche in quantitativi moderati, se non vogliono che il quoziente intellettivo (QI) del bambino ne risenta. Già altri studi avevano concluso che l'assunzione di alcol in gravidanza non fa bene al piccolo in quanto potrebbe causare delle alterazioni del sistema nervoso o anomalie della sua crescita in utero, in quel caso si puntava il dito sui superalcolici ma, in alcuni casi, si concedeva un bicchiere di vino a pasto o due bicchieri di birra al giorno. Secondo i nuovi dati anche un solo bicchiere di vino a settimana è sufficiente per creare dei danni al bambino. Lo studio che bandisce completamente l'alcol nel periodo della gestazione è stato condotto da un gruppo di esperti dell'Università di Bristol e dell'Università di Oxford. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su PLoS ONE (Fetal Alcohol Exposure and IQ at Age 8: Evidence from a Population-Based Birth-Cohort Study - doi: 10.1371/journal.pone.0049407 - Novembre 2012).

Per condurre lo studio gli esperti hanno sfruttato anche le informazioni raccolte nell'ambito di un'altra ricerca, l'Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC), un'indagine a lungo termine iniziata nel 1990 per fornire mezzi per analizzare la salute e il benessere dei giovani. Complessivamente i ricercatori hanno analizzato i dati di circa 4 mila madri e 4.167 bambini con l'intento di fare chiarezza se sia opportuno o meno assumere quantitativi moderati di alcol in gravidanza. Prima d'ora le linee guida di diversi studi suggerivano comportamenti contraddittori, in alcuni casi si vietava completamente l'alcol in gravidanza mentre in altri casi si dava una certa soglia di tolleranza. Probabilmente la discrepanza tra le varie linee guida può essere imputata alla difficoltà del tipo di studi condotti che non riuscivano ad isolare in maniera opportuna diverse variabili quali: alcol, stile di vita, fumo, età della madre, ecc..

Per superare i limiti degli studi precedenti i ricercatori hanno adottato un approccio differente analizzando le variazioni genetiche mediante un metodo conosciuto col nome di Randomizzazione Mendeliana. Tale metodo, anche se molti lo criticano, fornisce nuove opportunità per testare la causalità ed esplorare i meccanismi biologici, inoltre, aiuta a capire e a prevenire gli effetti avversi delle esposizioni modificabili sulla salute umana. Gli esperti spiegano che le mutazioni al DNA individuali non sono collegate allo stile di vita e alla posizione sociale della persona, tali fattori non possono quindi influenzare il risultato. Concentrandosi unicamente su quattro varianti genetiche rilevate nei geni atti a metabolizzare l'alcol si è trovato una correlazione significativa tra l'assunzione di alcol durante la gravidanza e un più basso quoziente intellettivo. A ogni modificazione genetica riscontrata, vi era un calo di 2 punti nel QI del bambino.

I ricercatori hanno misurare le capacità cognitive al compimento dell'ottavo anno di vita dei bambini. Per far ciò si sono avvalsi del Wechsler Intelligence Scale for Children (WISC), uno strumento clinico e diagnostico per la valutazione delle abilità intellettuali dei bambini dai 6 ai 16 anni e 11 mesi. Tutte le donne, ad intervalli regolari durante il periodo della gravidanza, dovevano invece compilare un questionario dove, tra le varie domande, c'era se bevevano o meno. Nella classificazione data dai ricercatori anche le donne che bevevano un solo bicchiere a settimana venivano inserite nel gruppo delle "drinking during pregnancy" (bevitrici nel corso della gravidanza), le "heavy drinkers", quelle che abusavano in maniera esagerata dell'alcol, sono state invece escluse dall'indagine in quanto non vi erano dubbi dei gravissimi danni, come ad esempio la fetopatia alcolica, che arrecavano sul bambino.

Sarah J. Lewis, prima autrice dello studio, spiega che incrociando i dati è emerso che anche un solo bicchiere di vino a settimana (circa 40 nell'intero periodo della gravidanza) è sufficiente per influenzare lo sviluppo cerebrale del bambino. Per evitare possibili effetti sull'intelligenza futura del bambino è quindi opportuno astenersi completamente dall'assunzione di bevande alcoliche durante la gravidanza.

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