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Smettere di fumare: scoperto un nuovo inibitore

Smettere di fumare con un inibitore

Dopo aver smesso di fumare, anche se sono passati diversi giorni dall'ultima sigaretta, la voglia può ripresentarsi, un problema che potrebbe essere superato grazie ad una nuova scoperta. Per chi ha il vizio delle sigarette smettere di fumare non è semplice, c'è chi prova con l'agopuntura, chi con l'ipnosi, chi si affida alla propria forza di volontà e chi ripiega sulla sigaretta elettronica. Sono ormai anni che gli scienziati stanno cercando un modo per aiutare i tabagisti ma, per il momento, non si è trovata ancora una "cura" efficace per tutti. Dal Centre for Addiction and Mental Health di Toronto arrivano i risultati di un nuovo studio che potrebbero far luce sul perché, anche a distanza di mesi, gli ex tabagisti ricominciano a fumare. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Experimental Medicine (JEM - The a7nACh-NMDA receptor complex is involved in cue-induced reinstatement of nicotine seeking - doi: 10.1084/jem.20121270 - Ottobre 2012).

Shupeng Li, primo autore della ricerca, spiega che anche a distanza di mesi, quando le crisi di astinenza sembrano ormai superate, due recettori cerebrali continuano a evocare il bisogno di nicotina. Nel corso dello studio si è però individuato un inibitore in grado bloccare questo processo. Anche se i risultati sono frutto di una sperimentazione condotta sui topi, secondo gli esperti processi analoghi si hanno anche nel cervello dell'uomo.

In un particolare gruppo di fumatori, quelli che fumano molte sigarette ogni giorno, l'esposizione alla nicotina provoca l'interazione tra due neuro recettori nel cervello. I ricercatori hanno quindi cercato il modo di interrompere questo collegamento e ci sono riusciti grazie ad uno specifico inibitore. Gli esperti non sanno ancora se questo inibitore possa funzionare allo stesso modo anche nell'uomo ma, nel caso funzionasse, si potrebbe fornire agli ex fumatori uno strumento per aiutarli a tenere lontano il desiderio e la voglia di ricominciare.

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