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Malattie cardiache e benefici dell'anguria - Mangiare anguria riduce l'incidenza di alcune malattie a carico del cuore in quanto contribuisce ad abbassare i livelli del colesterolo cattivo

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Malattie cardiache e benefici dell'anguria

Malattie cardiache e anguria

Mangiare anguria riduce l'incidenza di alcune malattie a carico del cuore in quanto contribuisce ad abbassare i livelli del colesterolo cattivo. Il colesterolo, entro certi limiti, è importante per il funzionamento dell'organismo, ci sono però delle situazioni dove i livelli di colesterolo cattivo (LDL) si alzano pericolosamente e in questi casi potrebbe essere utile seguire una dieta controllata. Secondo un recente studio in una dieta anti-colesterolo non dovrebbe mancare l'anguria, ovviamente quando il frutto è di stagione. La nuova indicazione arriva dai ricercatori della Purdue University (Usa), autori di uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry (Citrullus lanatus "sentinel" (watermelon) extract reduces atherosclerosis in LDL receptor-deficient mice - doi:10.1016/j.jnutbio.2012.05.011 - Agosto 2012).

Come già ripetuto più volte la salute dipende molto dai cibi che mangiamo, una buona dieta è l'arma più potente che abbiamo contro le malattie. Precedenti studi avevano già esaltato alcune proprietà benefiche dell'anguria evidenziando che il suo consumo potrebbe essere utile per combattere la disfunzione erettile. Nel precedente studio la sostanza chiave era l'arangina, in questo nuovo studio i ricercatori si sono invece concentrati sulla citrullina.

A detta degli studiosi l'anguria non difenderebbe solo il cuore ma potrebbe anche contrastare alcuni degli effetti negativi derivanti da un'alimentazione scorretta. Tutto merito della citrullina (presente in quantità rilevanti nel frutto), una sostanza già conosciuta dalla comunità scientifica per le sue proprietà benefiche nella prevenzione dell'ipertensione e delle malattie cardiache.

Per valutare gli effetti dell'anguria i ricercatori hanno nutrito due gruppi di topi con una dieta ricca di grassi. La differenza fra i due gruppi stava però nell'acqua che gli veniva data, alcuni hanno ricevuto acqua contenente il 2 per cento di succo di anguria mentre altri hanno ricevuto acqua addizionata solo della quantità di carboidrati contenuta nel frutto (questo per ottenere lo stesso quantitativo di calorie in entrambe le diete).

Dopo diversi mesi di osservazione si è constatato che, nonostante i due gruppi seguissero la stessa dieta, i topi che bevevano l'acqua con l'aggiunta di succo di anguria, rispetto all'altro gruppo, presentavano dei livelli di colesterolo LDL inferiori del 50 per cento. Le differenze non riguardavano però solo i livelli di colesterolo cattivo, vi era anche una minore concentrazione (- 50 per cento) di placche aterosclerotiche depositate sulle pareti interne dei vasi sanguigni e un minor peso corporeo (mediamente inferiore del 30 per cento).

Shubin Saha, uno degli autori dello studio, spiega che anche se si è scoperto che l'anguria fa bene alla salute non si sa ancora quale possa essere la dose minima necessaria, uno degli obiettivi che si conta di raggiungere nella prossima ricerca.

Per avere dei benefici dall'anguria potrebbe bastare una sola fetta, ma se i quantitativi dovessero essere maggiori ci potrebbero essere dei problemi per la linea? Anche se l'anguria non fa ingrassare non significa che se ne possa mangiare in quantità eccessive. L'anguria è costituita per il 90 per cento da acqua e ha circa 39 kcal per 100 g. Avendo un elevato indice di sazietà è particolarmente adatta in un'alimentazione ipocalorica ma bisogna stare attenti a non esagerare poiché consumando già un Kg di anguria, quantitativo che in estate potrebbe non essere raggiunto difficilmente, si stanno assumendo già 400 Kcal. Vi è poi un effetto secondario da considerare, soprattutto se si mangia l'anguria a fine pasto. Se si consumano 600 grammi di anguria (quantitativo che potrebbe essere raggiunto con due fette), si sta assumendo l'equivalente di più di mezzo litro di acqua che diluisce i succhi gastrici e, di conseguenza, rallenta la digestione.

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