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Svezzamento e latte vaccino

Svezzamento e latte vaccino

Quando possibile è importante allattare fino al sesto mese con latte materno e solo dopo si può iniziare con l'integrazione di latti "fortificanti" e omogeneizzati. Nel periodo dello svezzamento, almeno fin quando il piccolo non compie 12 mesi, è inadeguato l'uso del latte vaccino, un accorgimento che nel nostro paese spesso è sottovalutato. Alcune indicazioni su come deve avvenire lo svezzamento sono state date in occasione del VI Congresso nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Genova, Settembre 2012).

I pediatri riuniti a Genova evidenziano che un bambino che mangia bene oggi sarà un adulto sano domani, può però capitare che i genitori commettano degli errori che vanno ad influire sulla salute dei figli. Sotto i 12 mesi di vita è inadeguato dare latte vaccino ai bambini eppure è una pratica più frequente di quanto si possa pensare. In occasione del congresso sono stati diffusi i dati di uno studio (Schiess S et al. Introduction of Potentially Allergenic Foods in the Infant's Diet during the First Year of Life in Five European Countries. Ann Nutr Metab 2011;58:109-17) che evidenziano come il latte di mucca, e derivati, in Italia viene assunto già a partire dal sesto mese dal 77 per cento dei bambini allattati al seno e ben l'87 per cento dei bambini alimentati con latte artificiale.

Giuseppe Mele, presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri), evidenzia ancora una volta che l'unico alimento ideale per il lattante e' il latte materno. Nessun altro tipo di latte può essergli paragonato in quanto è perfettamente bilanciato dal punto di vista nutrizionale, ha proprietà immunologiche, è sicuro dal punto di vista microbiologico ed è igienico. Per tutti questi motivi l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica l'allattamento esclusivo al seno almeno fino ai sei mesi di vita del bambino e consiglia di prolungarlo il più a lungo possibile, anche oltre il primo anno di età.

Superato il sesto mese di età si può poi iniziare con lo svezzamento, una fase che non prevede l'abbandono definitivo del latte materno ma è più un passaggio da un'alimentazione esclusivamente a base di latte a una fatta di latte e altri alimenti. Questa integrazione è necessaria perché il latte materno, a partire dai 6-8 mesi, incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali.

La dottoressa Adima Lamborghini, pediatra e responsabile del settore sviluppo e ricerca della Fimp, spiega che un bambino, rispetto ad un adulto, necessita di un apporto differente di proteine, vitamina D, ferro e sodio. Il latte vaccino, per esempio, ha più proteine e sodio, mentre ha uno scarso apporto di ferro e vitamina D. Occorre dunque dargli il cibo giusto sin da piccolissimi se non si vuole correre il rischio che da grandi sviluppino una serie di patologie croniche come l'obesità o l'ipertensione.

Nel caso in cui mancasse il latte umano le mamme non devono comunque preoccuparsi, in queste situazioni va bene un "latte artificiale" (più propriamente definito come un alimento "sostituto del latte umano", fatto a sua somiglianza). Nel caso in cui si fa ricorso ai latti di crescita formulati è comunque opportuno seguire le indicazioni del proprio pediatra di riferimento, in questo modo si possono prevenire eventuali errori nutrizionali, sia in termini di eccessi sia in termini di carenze.

In conclusione, sebbene alcune ricerche abbiano dimostrato che intorno ai 6 mesi di vita l'apparato digerente dei lattanti raggiunge la maturità e consente l'introduzione di alimenti complementari, è opportuno aspettare almeno fino al compimento del 12esimo mese prima di introdurre il latte vaccino, non tanto perché possa far male al piccolo ma perché è privo di alcune sostanze utili per la crescita del bambino.

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