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Sodio e ipertensione: il sale nella dieta dei bambini

Il sale nella dieta dei bambini

I bambini con una dieta troppo ricca di sale hanno un rischio maggiore di sviluppare ipertensione arteriosa, una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati. Sebbene nei primi anni di vita, a partire dal periodo dello svezzamento, i genitori seguono scrupolosamente i consigli del pediatra non aggiungendo sale nelle pietanze dei bambini, intorno ai 3-4 anni i piccoli iniziano a mangiare quello che mangiano gli adulti con un conseguente incremento di sodio nella dieta. Presso il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) si è analizzato l'effetto che ha l'eccesso di sale nella dieta dei bambini. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Pediatrics (Hypertension Screening During Ambulatory Pediatric Visits in the United States, 2000-2009 - doi: 10.1542/peds.2011-3888 - Settembre 2012).

Per condurre lo studio i ricercatori hanno analizzato i dati di un campione di pazienti, con un'età compresa tra i 3 e i 18 anni, dal 2000 al 2009. I dati raccolti provenivano da due centri: il National Ambulatory Medical Care Survey e il National Hospital Ambulatory Medical Care Survey. Nel corso dello studio i ricercatori si sono concentrati sull'alimentazione e la pressione sanguigna passando in rassegna i dati di 6.235 giovani.

I volontari sono stati coinvolti anche in un'indagine del governo dalla quale è emerso che nella maggior parte dei casi si consumano dei livelli molto elevati si sale. Sia i bambini che i ragazzi, mediamente, consumano circa 3387 mg di sodio al giorno, lo stesso quantitativo di sodio dei genitori. Il quantitativo è superiore di quasi il 40 per cento rispetto a quello consigliato che dovrebbe essere di 2300 mg al giorno.

Incrociando i dati relativi al consumo di sale con le malattie a carico dell'apparato cardiocircolatorio si è scoperto che i bambini che consumavano più sale avevano, come si poteva intuire, un rischio molto più alto. I piccoli pazienti la cui dieta presentava livelli elevati di sodio avevano una maggiore pressione arteriosa e, in alcuni casi, un rischio doppio di ipertensione rispetto a quelli che assumevano meno sale. Oltre al consumo di sale c'era però un altro fattore di rischio, l'obesità. Come per gli adulti anche nei piccoli il peso corporeo incide sull'ipertensione, obesità e sovrappeso contribuiscono ad incrementare ulteriormente le patologie a carico dell'apparato cardiocircolatorio.

Nel corso dello studio si è però osservato anche un dato positivo, i volontari che iniziavano a "controllare" il sale nella dieta riducevano di molto il rischio di malattia riallineandosi, salvo altri problemi come ad esempio i chili di troppo, alla media dei coetanei che non abusavano del sale.

Quando ci si deve limitare nell'assunzione di determinate sostanze bisogna stare molto attenti agli alimenti confezionati. Rispetto al passato oggi i giovani corrono molti più rischi soprattutto se non si è consapevoli di quello che si mangia, basti pensare all'eccesso di zucchero che indirettamente assumono attraverso bibite gasate e merendine. Anche per il sale non è sempre semplice tenere sotto controllo il limite giornaliero. Il sodio è un minerale necessario, nelle giuste quantità, per molti processi dell'organismo, ma superare i 2300 mg al giorno è dannoso. Quando possibile bisognerebbe eliminare gli alimenti confezionati optando per dei piatti dove siamo noi a decidere quanto sale mettere. Poche persone lo sanno ma il sodio contenuto in natura negli alimenti è già sufficiente a coprire tutte le necessità del corpo.

Il limite di riferimento giornaliero riportato nello studio è quello raccomandato in America. I valori, da neonato ad adulto, sono compresi fra 500 mg/die e 2400 mg/die (Commission of the European Communities, 1993; National Research Council, 1989). In Italia i valori consigliati sono leggermente più alti e si va dai 0,575 ai 3,500 g (Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione Italiana - L.A.R.N.). Per comprendere meglio il livello di sodio giornaliero è bene sapere che 3,500 g corrispondono a circa 8,800 g di cloruro di sodio (meglio noto come sale da cucina).

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