UniversONline.it

Non dormire almeno 7 ore incrementa il rischio di ictus - Dormire male, e per meno di 6 ore a note, incrementa notevolmente il rischio di ictus in adulti e anziani

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

Non dormire almeno 7 ore incrementa il rischio di ictus

Non dormire incrementa il rischio di ictus

Dormire male, e per meno di 6 ore a note, incrementa notevolmente il rischio di ictus in adulti e anziani. Le conseguenze sull'organismo del dormire poco sono numerose, alla lunga lista degli effetti collaterali se ne aggiunge uno individuato nel corso di un'indagine condotta dai ricercatori della University of Alabama (USA). I risultati dello studio sono stati presentati in occasione della conferenza annuale SLEEP (2012) organizzata dall'Associated Professional Sleep Societies (APSS).

In base a quanto rilevato dai ricercatori, le persone che dormono meno di 6 ore per notte, rispetto a chi dorme per almeno 7-8 ore, hanno un rischio maggiore di circa 4 volte di contrarre certe malattie dell'apparato cardiocircolatorio. Megan Ruiter, una delle autrici dello studio, spiega che nelle persone adulte e negli anziani, anche se presentano una salute relativamente buona, dormire poco contribuisce ad incrementare il rischio di ictus. Per arrivare a queste conclusioni gli esperti hanno tenuto sotto controllo, per un periodo di tre anni, un campione di 5666 pazienti con un'età che andava dai 45 anni in su.

Ancora una volta si evidenzia quindi l'importanza di dormire bene e per un numero sufficiente di ore. In passato il sonno era già stato messo in relazione con le malattie cardiovascolari, si è poi scoperto che dormire troppo poco può incidere sul peso, dormire bene aiuta a prevenire il raffreddore, può avere dei benefici nella prevenzione di alcuni tumori, ecc..

Questi nuovi risultati potrebbero aiutare a capire i casi di ictus in persone che all'apparenza non presentano fattori di rischio conosciuti. Nel condurre lo studio i ricercatori hanno escluso quegli elementi tipicamente legati alla patologia come ad esempio l'obesità, e, anche eliminando tutti i fattori noti, le ore di sonno rimanevano cruciali nel determinare un maggior rischio di ictus. Bisognerà comunque condurre ulteriori indagini per valutare se la durata del sonno è un elemento precursore di altri fattori di rischio per l'ictus o incide direttamente sulla patologia.

Condividi questa pagina

Invia pagina

Approfondimenti sull'argomento

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook