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Prematuro o pretermine: quando partorire non da rischi

Prematuro o pretermine: quando partorire non da rischi

Salvo un parto programmato (con un cesareo) non si può scegliere quando partorire, l'ideale sarebbe però riuscire a portare la gravidanza a termine e partorire tra la 39novesima e la 41esima settimana di gestazione. Secondo un recente studio, nascere anche poche settimane prima della data del parto presunta aumenterebbe le probabilità di malattie nel neonato. La ricerca, condotta da un team di scienziati della University of Leicester, è stata pubblicata sulle pagine del British Medical Journal (Effects of gestational age at birth on health outcomes at 3 and 5 years of age: population based cohort study - Marzo 2012).

Se si partorisce prima della 37esima settimana di gestazione si parla di parto pretermine o prematuro. Un bimbo nato prematuro non ha purtroppo un organismo sviluppato completamente in tutte le sue parti e di conseguenza ci possono essere diverse difficoltà. Fra le difficoltà più comuni che possono incontrare i bambini nati prematuramente ci sono: difficoltà respiratoria, difficoltà cardiovascolari, difficoltà gastrointestinali, difficoltà nutrizionali, retinopatie, ecc.. Appena nati, i piccoli prematuri, vengono posti in un'incubatrice o in un lettino riscaldato che ha il compito di garantire il controllo della temperatura e di ricostruire artificialmente l'utero della mamma. Il piccolo verrà quindi seguito fino a quando tutti gli organi si saranno sviluppai completamente e sarà in grado di proseguire autonomamente (senza l'ausilio di macchinari) il suo sviluppo.

Fino ad oggi si pensava che superata la 37esima settimana di gestazione non ci fossero dei problemi per il neonato in quanto, dopo questo periodo, tutti gli organi sono ben sviluppati. In base ai nuovi dati, frutto di uno studio condotto su circa 18mila bambini inglesi nati tra settembre 2000 e agosto 2001, i piccoli nati prima della 39evisma settimana (circa), rispetto a quelli nati tra la 39esima e la 41esima settimane, hanno una probabilità maggiore di essere ricoverati in ospedale nei primi anni di vita.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno raccolto diversi dati relativi alla salute dei piccoli in varie fasi della crescita (nove mesi, tre e cinque anni). Le informazioni riguardano diversi parametri quali: peso, altezza, indice di massa corporea, numero di visite ospedaliere, disabilità, infermità varie, medicine prescritte, ecc.. Incrociando i dati con il periodo del parto si è scoperto che i bambini nati alcune settimane prima del termine avevano, tra i 3 e i 5 anni, delle condizioni di salute più precarie (si ammalavano più facilmente). I bambini nati tra la 33esima e la 36esima settimana, in particolar modo, presentavano inoltre un maggior rischio di asma e difficoltà respiratorie.

Una gravidanza a termine, salvo particolari complicazioni, è sempre l'ideale per il neonato. Sebbene dopo la 37eseima settimana gli organi siano ben formati, alla luce di questi nuovi dati si può capire quanto sono importati anche le ultime settimane passate nel grembo materno. Calcolare esattamente la data del parto non è semplice, dalla 39esima settimana una gravidanza la si può comunque considerare a termine. Per evitare di partorire prima del termine, in particolare se si ha una gravidanza a rischio, è quindi importante che nelle ultime settimane, ma non solo, le mamme siano il più serene possibile, non sollevino pesi e non si affatichino.

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