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Fumare in gravidanza e autismo infantile

Fumare in gravidanza e autismo infantile

Fumare in gravidanza non aumenta il rischio di autismo infantile nei figli, in base ai dati di un recente studio il fumo non risulta essere direttamente collegato allo sviluppo dei disturbi dello spettro autistico (ASD). Smettere di fumare è comunque auspicabile per la salute della madre e, soprattutto, per quella del piccolo. Anche se fumare in gravidanza sembrerebbe non incidere sull'autismo infantile, ci sono molte altre patologie e disturbi causati dal fumo: maggior rischio di malformazioni congenite, rischio di leucemia, limitata crescita neonatale, più rischi che il piccolo abbia il labbro leporino, ecc.. Lo studio che ha esaminato il possibile legame tra le mamme fumatrici e l'autismo infantile è stato pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders (Specialized Inpatient Psychiatry Units for Children with Autism and Developmental Disorders: A United States Survey).

Brian Lee, primo autore della ricerca promossa dalla Drexel University di Philadelphia (Usa), spiega che in base ai dati, frutto di uno studio condotto su oltre 42 mila bambini svedesi, non sono state trovate prove che il fumo materno durante il periodo della gestazione aumenti il rischio di disturbi dello spettro autistico. L'esperto spiega che si è intrapreso questo tipo di studio perché il fumo di sigaretta viene considerato come un potenziale fattore di rischio per l'autismo infantile a causa delle associazioni note tra fumo e disturbi comportamentali e complicanze ostetriche. Secondo Lee l'associazione rilevata da studi precedenti potrebbe esser stata influenzata da fattori sociali e demografici come il reddito e l'occupazione.

Dopo aver analizzato i dati dei registri nazionali svedesi e regionali di 3.958 bambini con disturbi dello spettro autistico, i ricercatori hanno confrontato le informazioni con le schede di altri 38.983 bambini sani nati nello stesso periodo. Da una prima analisi è emerso che il 19,8 per cento dei bambini con ASD è stato esposto al fumo materno durante la gravidanza, rispetto al 18,4 per cento dei bambini del gruppo di controllo. I dati preliminari sembravano quindi confermare quanto scoperto nei precedenti studi, un'analisi più approfondita ha però annullato la leggera differenza. Nel momento in cui dai risultati sono stati eliminati quei casi influenzati da fattori socio-demografici tra cui livello di reddito dei genitori, istruzione e occupazione, i due gruppi presentavano la stessa percentuale di rischio di autismo infantile.

Come già spiegato precedentemente il fumo fa comunque male al piccolo, se quindi siete in dolce attesa o state programmando una gravidanza è il momento giusto per smettere di fumare, una rinuncia che porterà dei benefici anche al vostro organismo.

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