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Neonati, se allattati al seno crescono più sereni

Neonati allattati al seno

La fase dell'alimentazione dei neonati ha un duplice effetto sui piccoli, da una parte si forniscono le sostanze necessarie per la crescita dall'altra si instaura un legame tra genitori e figli che ha un certo impatto a livello psicologico. Numerosi studi hanno evidenziato i benefici che si possono ottenere attraverso l'allattamento al seno, ciò nonostante, le madri che non hanno la possibilità di allattare i propri piccoli con il latte materno non devono farsi venire dei sensi di colpa perché anche nel loro caso, attraverso l'amore, possono instaurare un legame speciale con il proprio bambino.

Secondo quanto scoperto da un gruppo di ricercatori della Oxford University, se un neonato viene allattato al seno per almeno 4 mesi avrà più probabilità di crescere sereno. L'allattamento al seno sembrerebbe ridurre di un terzo il rischio di disturbi come ansia e iperattività. I risultati della ricerca sono stati pubblicati negli Archives of Disease in Childhood (Maggio 2011, Breast feeding and child behaviour in the Millennium Cohort Study).

Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno coinvolto, tra il 2000 e il 2001, 10.037 mamme. Del totale, 9.525 avevano avuto una gravidanza regolare mentre 512 avevano avuto un parto pretermine (un parto che si verifichi prima della 37° settimana di gestazione compiuta). Le mamme con i piccoli sono state poi seguite ogni due anni fino al compimento del sesto anno del bambino.

Dall'analisi dei dati raccolti è emerso che circa il 16 per cento dei bambini allattati artificialmente, contro il 6 per cento di quelli allattati al seno, presentavano dei comportamenti considerati "anomali". I bambini erano più ansiosi, iperattivi e con maggiore tendenza a raccontare bugie. I ricercatori spiegano che tenendo in considerazione anche altri elementi, come il background sociale ed economico, la riduzione del rischio di problemi comportamentali per i bambini allattati al seno è del 30 per cento.

Maria A Quigley, ricercatrice della National Perinatal Epidemiology Unit presso la Oxford University, spiega che attualmente non si sa se nel latte artificiale manchi qualche "ingrediente" presente nel latte materno, o se la differenza la faccia la stretta interazione fisica con la mamma durante l'allattamento. Un nuovo studio dimostra però ancora una volta l'importanza dell'allattamento al seno che andrebbe quindi scelto in mancanza di particolari situazioni.

Ci sono delle situazioni dove le mamme non possono allattare per questioni fisiche e di salute, se però il problema è il lavoro è bene sapere che ci sono delle leggi che tutelano l'allattamento. Sia che si tratti di un dipendente pubblico che privato l'Inps garantisce dei congedi parentali e riposi per allattamento. Hanno diritto ai riposi per allattamento sia le lavoratrici che i lavoratori dipendenti a condizione che per tutto il periodo richiesto abbiano un valido rapporto di lavoro in corso. Per l'allattamento al seno la madre ha diritto a 2 ore al giorno di riposo se l'orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere o 1 ora al giorno se l'orario è inferiore.


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