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Alimenti ricchi di fibre migliorano la flora intestinale - Nella dieta bisognerebbe integrare degli alimenti ricchi di fibre per evitare un indebolimento della flora intestinale

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Alimenti ricchi di fibre migliorano la flora intestinale

Le fibre migliorano la flora intestinale

Nella dieta bisognerebbe integrare degli alimenti ricchi di fibre per evitare un indebolimento della flora intestinale. Stando ai risultati di uno studio condotto dal ricercatore Paolo Lionetti, dell'Università di Firenze, una dieta troppo povera di fibre non favorisce lo sviluppo di una flora intestinale capace di difendere l'organismo da agenti patogeni aggressivi. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sui PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences, Agosto 2010).

Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi hanno preso in considerazione due gruppi di bambini, uno italiano e l'altro del Burkina Faso. Nello specifico, per analizzare la diversità batterica gastrointestinale, gli esperti hanno esaminato il tipo di alimentazione dei due gruppi. La dieta seguita dai bambini italiani è stata scelta come modello alimentare "moderno" tipico del mondo occidentale, come metro di paragone è stata invece scelta una dieta, simile a quella delle prime popolazioni di agricoltori neolitici, seguita dai bambini di un gruppo etnico dei Mossi (una popolazione che vive nel villaggio Boulpon del Burkina Faso).

Confrontando la composizione della flora batterica intestinale dei bambini italiani, che seguono una dieta tipicamente occidentale, con quella dei bambini del Burkina Faso, la cui dieta è più ricca di vegetali e cereali, si è scoperto che l'intestino dei secondi è notevolmente più ricco di Bacteroidetes, un gruppo di batteri la cui maggiore presenza è associata ad un ridotto rischio di sviluppare l'obesità.

I bambini del Burkina Faso presentano una quantità tripla di acidi grassi a catena corta (acidi prodotti soprattutto durante la fermentazione delle fibre), sostanze in grado di stimolare la reazione contro infiammazioni e batteri come ad esempio quello della salmonella. Secondo gli esperti quest'aspetto potrebbe essere anche alla base della maggiore suscettibilità del mondo industrializzato a sviluppare malattie intestinali non infettive. Paolo Lionetti spiega che un maggior numero di microbi diversi nell'intestino contribuiscono ad aumentare la resistenza agli agenti patogeni. Allo stesso tempo una maggiore varietà stimola il sistema immunitario a non rispondere a molecole innocue diminuendo il rischio di sviluppare allergie.

Duccio Cavalieri, uno dei coautori dello studio, evidenzia che alla luce dei risultati ottenuti sarebbe opportuno modificare le nostre abitudini alimentari aumentando il consumo di fibre. Per incrementare l'apporto di fibre basterebbe seguire la dieta mediterranea, un'alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi, ecc., un tipo di alimentazione seguita di rado da giovani e adulti che sempre più spesso prediligono dei pasti meno salutari ricchi zuccheri e grassi.

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