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Infarto cardiaco, più rischi se si reprime la rabbia a lavoro

Reprimere la rabbia a lavoro

Il mobbing è più deleterio di quanto si possa pensare, se si viene trattati male a lavoro e ci si tiene tutta la rabbia dentro senza reagire aumenta il rischio di un infarto al miocardio. A volte, per il quieto vivere, si reprime la rabbia verso i colleghi e il datore di lavoro anche quando si subiscono delle ingiustizie, un comportamento che potrebbe però nuocere alla salute. Questa è la conclusione di uno studio svedese, condotto presso lo Stress Research Institute dell'Università di Stoccolma, pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health (Novembre 2009).

La ricerca condotta presso lo Stress Research Institute ha coinvolto 2.755 impiegati ai quali non era stato diagnosticato nessun infarto cardiaco tra il 1992 ed il 2003. Di tutti i partecipanti sono stati raccolti diversi dati relativi alla salute come: consumo di alcol, fumo, attività fisica, problemi di ipertensione, diabete, ecc.; inoltre, attraverso un questionario, si è esaminato come i volontari affrontavano le situazioni di conflitto sul lavoro. Alcuni affrontavano le cose di petto, certi lasciavano correre senza dire niente e altri si sottraevano direttamente alle discussioni.

Constanze Leineweber, psicologa dell'Università di Stoccolma e co-autrice dello studio, spiega che in base ai dati raccolti non basta sfogare la rabbia parlandone con altri o praticando qualche sport, per preservare cuore e coronarie bisogna sfogarsi, con i diretti responsabili, non appena si subisce il torto. Le situazioni di conflitto sul posto di lavoro, soprattutto quando non affrontate immediatamente, causano spesso sintomi come mal di testa e mal di stomaco e peggiorano la vita fra le mura domestiche in quanto si rischia di avere degli scatti d'ira con i familiari.

Durante il follow up 47 volontari hanno avuto un infarto risultato fatale in alcuni casi. Incrociando i vari dati è emerso che le persone che a lavoro reprimevano la rabbia avevano un rischio doppio di infarto rispetto alle persone che affrontavano le discussioni di petto. Secondo gli esperti covare del risentimento verso i colleghi per dei torti ricevuti è un fattore di rischio paragonabile ai cambiamenti prodotti dall'età, ai fattori socioeconomici, ai comportamenti a rischio (abuso di alcol e/o fumo), al lavoro usurante, ecc.. I ricercatori spiegano che la rabbia può produrre delle tensioni psicologiche che, se non vengono liberate, fanno salire la pressione del sangue e alla lunga danneggiano il sistema cardiovascolare.

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