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Dieta personalizzata con un test del DNA

Dieta personalizzata con un test del DNA

Quando si ha l'intenzione di perdere peso non bisognerebbe seguire la prima dieta che ci viene suggerita dagli amici, c'è bisogno di una dieta personalizzata che cambia da persona a persona, l'ultimo ritrovato in questo campo è un test del DNA. Attraverso un test della saliva, disponibile da questo mese (Ottobre 2009) in diverse farmacie italiane, si possono individuare quali alimenti sono più adatti ai bisogni nutrizionali di ciascuno.

Il test del DNA, che promette di identificare quali alimenti sono migliori per la dieta, rientra nel progetto Vitalybra, una metodologia nutrizionale basata sull'equilibrio degli alimenti. Un programma personalizzato proposto in forma educativa che affronta le differenti situazioni alimentari e individua il percorso più ottimale, preservando gusto e piacere. Questo innovativo piano alimentare personalizzato è stato ideato dal medico nutrizionista Primo Vercilli.

Primo Vercilli spiega che è molto importante eliminare i chili di troppo per prevenire numerose patologie legate al sovrappeso e all'obesità, per raggiungere questo obiettivo non c'è però bisogno di diete restrittive. Non è eliminando a caso alcuni cibi dal menu che si dimagrisce ma selezionare gli alimenti più idonei ad ogni individuo.

Il test viene eseguito in pochi minuti. Per prima cosa il farmacista preleva un campione di saliva con il tamponcino e successivamente lo spedisce al laboratorio di analisi. Dopo alcuni giorni i risultati del test del Dna, insieme a un piano alimentare, vengono recapitati da Vitalybra al farmacista e consegnati alla persona interessata.

Vercelli evidenzia che attribuire a ciascuna persona gli alimenti idonei non significa eliminare dalla dieta gli altri alimenti ma, semplicemente, riuscire a trovare il giusto equilibrio tra gli alimenti "sì" e quelli "no". I criteri più importanti per stabilire l'idoneità alimentare per una persona sono: lo stato nutrizionale; i sintomi, i disturbi e la situazione clinica; le caratteristiche farmacologiche degli alimenti; l'indice e il carico glicemico degli alimenti; eventuali allergie o intolleranze. Infine, informazioni fondamentali possano arrivare dal test del Dna.

Flavio Garoia, responsabile Ricerca e sviluppo per NGB Genetics (spin-off dell'università di Ferrara), sottolinea che l'apporto della nutrigenetica è fondamentale per potenziare il proprio benessere e prevenire molte patologie. L'analisi del Dna consente di individuare le caratteristiche genetiche che influenzano il metabolismo degli alimenti e di evidenziare quindi le esigenze nutrizionali di ognuno. L'eventuale alterazione metabolica potrà essere compensata modificando il regime alimentare, in modo da garantire all'organismo il corretto apporto nutrizionale.

Claudio Tomella, specialista in scienza dell'alimentazione e dirigente medico presso la Asl di Milano, spiega che un buon programma nutrizionale deve tener conto del fattore genetico ma anche della situazione lavorativa, familiare, personale dell'individuo, nonché del suo gusto e del valore affettivo che alcuni cibi possono avere per lui. Poiché è dimostrato che lo stress è una delle cause dell'obesità, possiamo dire che le diete meramente restrittive, in quanto stressanti, sono inutili. Una dieta per essere efficace deve essere "facile" e, in qualche modo, gratificante. Infine deve avere una valenza educativa, in questo modo rende ogni paziente autonomo e consapevole delle proprie scelte alimentari.

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