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Mal di testa, la colpa potrebbe essere della temperatura - La temperatura può influire sull'emicrania in quanto una giornata calda aumenta il rischio di un attacco di mal di testa nelle persone predisposte

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Mal di testa, la colpa potrebbe essere della temperatura

Mal di testa: la colpa è della temperatura

La temperatura può influire sull'emicrania in quanto una giornata calda aumenta il rischio di un attacco di mal di testa nelle persone predisposte. Questa è la conclusione di uno studio, condotto presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston (Usa), coordinato Kenneth Mukamal. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neurology (Marzo 2009).

Kenneth Mukamal spiega che fattori come la temperatura, l'umidità e la pressione atmosferica sono fra le ragioni più frequentemente chiamate in causa dai pazienti per spiegare le loro cefalee. L'esperto evidenzia che fino ad oggi nessuno studio aveva mai verificato l'impatto di questi fattori sul mal di testa e per questo motivo si è deciso di verificare se alla base vi fosse una spiegazione scientifica.

La ricerca si è avvalsa delle cartelle cliniche di oltre 7 mila pazienti che tra il 2000 e il 2007 si sono recati presso il pronto soccorso accusando un forte mal di testa. Non a tutti i pazienti è stata diagnosticata la stessa patologia, a 2.250 era stata diagnosticata un'emicrania mentre a 4.803 era stata diagnosticata una cefalea tensiva, nota anche come cefalea comune. I dati clinici sono stati poi messi in relazione ad una serie di fattori ambientali, come temperature, pressione dell'aria e inquinamento, relativi al periodo che precedevano la visita medica.

Incrociando i vari dati i ricercatori hanno rilevato che un aumento della temperatura nelle 24 ore precedenti all'attacco di emicrania era ricorrente in numerosi casi. Un incremento di 5 gradi centigradi (approssimativamente 9 gradi Fahrenheit) era associato ad un aumento di pazienti, intorno al 7,5 per cento, che accusavano un forte mal di testa.

Stando ai dati raccolti gli esperti spiegano che l'inquinamento sembrerebbe non influire sull'emicrania, lo stesso non si può dire delle condizioni meteorologiche. Il rischio di emicrania aumenta con l'aumento della temperatura nelle 24 ore precedenti ma non solo, anche se in misura minore il mal di testa può dipendere da una bassa pressione atmosferica (situazione che anticipa un cielo nuvoloso spesso accompagnato da piogge).

Poter individuare la causa del mal di testa è molto importante, bisogna però ricordarsi che non in tutte le persone il fattore scatenante è lo stesso. Scoprire quali sono le cause che scatenano le cefalee, o che le aggravano, può servire ad eliminarle prevenendo così il disturbo. Per i fattori climatici non si può fare molto, ci sono però altri fattori legati ad esempio all'alimentazione che possono essere eliminati. I cibi associati a emicrania sono: formaggi, noci, cioccolato, glutammato monosodico, agrumi, cibi fritti, caffeina, vini rossi, sottaceti, carni in scatola, gelati troppo freddi.

Altri elementi che possono essere legati a forti mal di testa sono: stress e rilassamento dopo uno stress; luci troppo accese o lampeggianti; rumori forti; cambiamenti negli orari del sonno (svegliarsi troppo presto o dormire troppo a lungo); diete drastiche e digiuno; nicotina; intensa attività fisica o inusuale attività fisica (roteare, mettersi a testa in giù o altri movimenti che influenzano l'organo dell'equilibrio); odori intensi; cambiamenti ormonali (mestruazioni, menopausa, pubertà); emozioni intense.

Le persone non sono sensibili a tutti i fattori sopracitati ma solo ad alcuni. Il consiglio degli esperti, soprattutto per quelle persone che soffrono spesso di mal di testa, è quello di tenere una sorta di diario della cefalea dove annotare cosa si è fatto o dove si era nel periodo precedente al mal di testa. In questo modo, anche se non è detto che si riesca ad eliminare completamente il disturbo, si potrebbe in ogni modo ridurre l'esposizione alla cefalea.

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