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Dieta vegetariana in gravidanza e carenza di vitamina B12 - Le donne in gravidanza che seguono una dieta vegetariana o vegana hanno maggiori probabilità di partorire figli con difetti congeniti

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Dieta vegetariana in gravidanza e carenza di vitamina B12

Dieta vegetariana in gravidanza e carenza di vitamina B12

Le donne in gravidanza che seguono una dieta vegetariana o vegana hanno maggiori probabilità di partorire figli con difetti congeniti. Secondo un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health, del Trinity College di Dublino e dell'Health Research Board (HRB - Irlanda), un'alimentazione povera di carne, uova, latte e suoi derivati, non da il giusto apporto di vitamina B12, una carenza che nelle donne in gravidanza espone il futuro nascituro a problemi come la spina bifida, l'anencefalia, ecc.. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Pediatrics (Marzo 2009).

La spina bifida, che provoca una paralisi parziale, come l'anencefalia, dove il futuro nascituro appare privo totalmente o parzialmente della volta cranica, è dovuta ad un meccanismo multifattoriale. Ovvero all'azione combinata, sinergica, di vari fattori endogeni (genetici) ed esogeni (ambientali). L'acido folico svolge un ruolo chiave durante il periodo della gravidanza, negli ultimi decenni, infatti, è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale che possono trovare origine nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Lo studio condotto dai ricercatori si è concentrato su un altro elemento chiave per la salute del futuro nascituro, la vitamina B12.

La carenza di vitamina B12 nelle donne dipende principalmente da due fattori, ci potrebbe essere un disturbo intestinale che non permette di assorbire in maniera adeguata i minerali e le vitamine o, fattore controllabile dalle gestanti, un problema legato al tipo di alimentazione dove il consumo di cibi di origine animale e scarso o completamente assente.

Per condurre lo studio i ricercatori hanno analizzato il sangue raccolto, tra il 1983 e il 1990, da tre differenti gruppi di donne irlandesi all'inizio della gravidanza. Gli esperti spiegano che il periodo preso in considerazione (1983-1990) è particolarmente significativo perché in quegli anni le donne irlandesi assumevano raramente dei supplementi di vitamine all'inizio della gravidanza.

Da un'attenta analisi dei tre gruppi i ricercatori hanno concluso che le donne con bassi livelli di vitamina B12 all'inizio della gravidanza hanno una probabilità maggiore, tra 2,5 e 3, di mettere al mondo un figlio con difetti congeniti. Stando ai dati raccolti, le donne con grave carenza di vitamina B12 avrebbero addirittura un rischio maggiore di ben cinque volte.

Gli esperti sottolineano che i risultati dovranno essere comprovati anche da ulteriori studi, ciò nonostante spiegano che sarebbe meglio assicurare dei livelli adeguati di vitamina B12 già prima della gravidanza perché lo sviluppo del cervello e del midollo spinale inizia entro il 28esimo giorno dal concepimento, prima che molte donne si rendano conto di essere incinte.

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