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Il sonno agisce sui ricordi - Salute: E' il sonno a colorare i ricordi, quando si dorme il cervello gli riorganizza portando in primo piano quelli più importanti o forti

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Il sonno agisce sui ricordi

Il sonno agisce sui ricordi

E' il sonno a colorare i ricordi, quando si dorme il cervello gli riorganizza portando in primo piano quelli più importanti o "forti". Questa è la conclusione di uno studio condotto dal Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) e Boston College. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Psychological Science (Agosto, 2008).

Jessica Payne, coordinatrice della ricerca, spiega che i risultati sono il frutto di una sperimentazione condotta su un gruppo di 88 volontari. L'esperta spiega che il sonno gioca un ruolo chiave nel determinare che cosa ricordiamo e che cosa no. Una buona qualità del sonno aiuta il cervello a selezionare i ricordi conservando solo i più importanti dal punto vista emotivo e assopendo gli altri.

In base ai dati raccolti, il ruolo del sonno nella memoria emozionale è molto più che un processo meccanico. Studi precedenti avevano già individuato una relazione fra il sonno e la memoria procedurale, una memoria non dichiarativa coinvolta nelle abitudini, nei condizionamenti e nelle memorie spesso non coscienti e automatiche di tipo motorio. Fino ad ora si sapeva che il sonno consolidava le procedure operative come ad esempio suonare il pianoforte, scrivere o più in generale l'esecuzione di un'azione motoria. Questo nuovo studio evidenzia però una relazione del sonno anche con i ricordi legati alle emozioni.

Per condurre lo studio i ricercatori hanno mostrato ai volontari diverse immagini, alcune scene rappresentavano elementi comuni come ad esempio un'automobile parcheggiata lungo una strada, altre, invece, avevano dei particolari che potevano avere un impatto emotivo come ad esempio un'automobile danneggiata da un incidente.

Dopo la prima fase, i ricercatori hanno eseguito una serie di test sulla qualità dei ricordi e successivamente hanno diviso i volontari in tre gruppi. Il primo gruppo doveva stare sveglio per 12 ore di seguito, il secondo doveva dormire per 12 ore mentre i componenti del terzo sono stati convocati per ricordare le immagini appena 30 minuti dopo averle viste.

Analizzando i dati raccolti si è notato che i volontari che erano rimasti svegli per 12 ore avevano dei ricordi annebbiati delle scene "negative", al contrario, chi aveva dormito ricordava con più chiarezza le scene negative. Le persone che avevano dormito avevano per esempio un ricordo dettagliato dell'auto distrutta ma al contempo avevano un'immagine "sfuocata" dell'ambiente dove si trovava la macchina. I ricordi delle persone che avevano dormito per 12 ore erano paragonabili a quelli dei volontari che avevano risposto alle domande 30 minuti dopo averle viste.

La conclusione dei ricercatori è che il sonno è un processo complesso e sofisticato, quando dormiamo il cervello decide quali ricordi conservare e quali dimenticare. Jessica Payne spiega che questo processo potrebbe essere lo stesso che c'è alla base della memoria selettiva, per esempio una vittima di un'aggressione ricorda spesso l'arma ma ha una visione offuscata di altri particolari importanti della scena del crimine.

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