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Alzheimer, succhi di frutta e verdura ne riducono i rischi

Alzheimer: meno rischi con succhi di frutta e verdura

Succhi di frutta e frullati di verdure sembrerebbero essere dei validi alleati nella lotta all'Alzheimer, in un nuovo studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista statunitense The American Journal of Medicine (Settembre 2006), si è analizzato l'impatto che questi alimenti hanno nella prevenzione della malattia.

Ricerche precedenti avevano evidenziato una riduzione del rischio di Alzheimer in quelle persone che nella dieta integravano alimenti come frutta e verdura, questo nuovo studio epidemiologico condotto presso il Medical Center della Vanderbilt University (Tennessee, USA) ha però analizzato un aspetto diverso visto che il collegamento fatto in passato tra alcune vitamine con potere antiossidante (vitamine C, E ed A) e la protezione contro la demenza senile era stato messo in dubbio.

Gli studiosi non hanno quindi compiuto il classico studio su frutta e verdura ma ne hanno esaminato il loro effetto in una forma diversa da quella delle precedenti ricerche. Si sa che la frutta, gli ortaggi e relativi frullati e succhi sono particolarmente ricchi di polifenoli, preziosi antiossidanti che contrastano il processo di accumulo di beta-amiloide nel cervello, accantonato momentaneamente lo studio passato, i ricercatori si sono quindi concentrati sui polifenoli constatando che il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer è fino al 76 per cento più basso per chi beve frullati e succhi più di tre volte alla settimana rispetto a chi ne fa un uso molto limitato, meno di una volta alla settimana.

Qi Dai, coordinatore della ricerca, spiega che in base ai risultati ottenuti si può ipotizzare che l'effetto protettivo è da attribuire ai polifenoli, molecole ampiamente diffuse soprattutto nelle bucce degli alimenti di origine vegetale, e non alle vitamine C, E ed A. Il ricercatore spiega che altri studi condotti in laboratorio su delle cavie hanno confermato l'effetto neuroprotettivo dei polifenoli, un'azione molto più forte rispetto a quella riscontrata in ricerche dove si analizzavano gli effetti delle vitamine.

Per compiere questo studio focalizzato sui succhi di frutta e frullati di verdure gli esperti hanno sfruttato un sotto insieme di pazienti appartenenti ad una ricerca più ampia, battezzata Ni-Hon-Sea, che ha il compito di analizzare l'Alzheimer e la demenza senile nella popolazione giapponese anziana che vive in Giappone, Hawaii, Seattle e Washington.

Per un decennio i ricercatori hanno tenuto sotto controllo un gruppo di 1.836 persone residenti a Seattle. Periodicamente veniva monitorato lo stile di vita e lo stato di salute tenendo conto anche di molti fattori come tipo di alimentazione, livello di istruzione, se fumavano o bevevano ecc, fattori che avrebbero potuto influire sul rischio di sviluppare malattie. La conclusione degli esperti è stata che anche il consumo di succhi ha un peso sul rischio di Alzheimer in quanto coloro che erano soliti berli almeno tre volte alla settimana presentavano un'incidenza della patologia minore rispetto a chi, nello stesso arco di tempo, ne beveva solo uno o non ne beveva affatto.

I risultati ottenuti con questo studio hanno dato nuovi spunti ai ricercatori. Il prossimo passo sarà quello di verificare se i livelli di polifenoli nel sangue sono più elevati in quelle persone che abitualmente bevono bevande a base di frutta e verdura e se sussiste una relazione diretta con l'incidenza del morbo di Alzheimer, successivamente si condurranno degli studi per individuare quale fra tutti i succhi sia quello con maggiori effetti benefici per la prevenzione della malattia.

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