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Tumore al colon, meno rischi se mangiamo verdure

Tumore al colon e verdure

Una sana alimentazione aiuta in molti casi nel prevenire determinate patologie, mangiare per esempio una porzione di verdura al giorno può far diminuire fino al 20 per cento le probabilità di contrarre un tumore al colon retto. Questo tipo di cancro, insieme ad altre tipologie legate sempre agli stili di vita "moderni", è un male sempre più diffuso, grazie ai progressi della medicina è però curabile al 100 per cento se diagnosticato nelle prime fasi.

Sempre più spesso gli esperti sottolineano l'importanza di una buona prevenzione per combattere diverse forme di tumori, questa rimane infatti l'arma migliore non solo per questo tipo di patologie ma per tutte le malattie in generale. Il 25 maggio (2006), presso l'Istituto Regina Elena (Ire) di Roma, si terrà il primo di dieci incontri organizzati dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nell'ambito di una campagna di prevenzione del tumore del colon retto.

L'incontro è a ingresso libero e consentirà ai cittadini di affronterà in modo semplice e comprensibile alcune delle tematiche legate a questa neoplasia, all'evento prenderanno parte oncologi, medici di famiglia e associazioni di volontariato di varie città italiane.

Edmondo Terzoli, direttore della Divisione di Oncologia Medica C dell'Istituto Regina Elena, ha evidenziato che la ricerca ha portato a migliorare le speranze di guarigione, un traguardo che non deve però far abbassare la guardia in quanto ancora oggi oltre il 50 per cento dei tumori del colon vengono diagnosticati in uno stadio avanzato, quando l'efficacia dei trattamenti diminuisce sensibilmente. E' quindi molto importante diffondere una giusta informazione affinché diventi naturale nei cittadini intraprendere degli stili di vita preventivi.

L'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), oltre a occuparsi della ricerca e della cura dei tumori, lavora ormai da parecchi anni per aumentare la conoscenza e la consapevolezza della popolazione, soprattutto dopo i 50 anni, età in cui si registra il 90% dell'incidenza, un lavoro che consente di salvare centinaia di vite in più ogni anno.

Terzoli spiega che non tutti sanno che aumentando di una porzione al giorno il consumo di verdura si riesce a diminuire del 20 per cento il rischio di incorrere nel tumore al colon, un'abitudine che porterebbe anche ad altri vantaggi per la salute in generale. Anche per chi non è abituato solitamente a mangiare verdure è un piccolo sforzo che gli eviterebbe conseguenze che in certi casi potrebbero essere molto gravi.

Soprattutto dopo i 50 anni, un'altra forma di prevenzione consigliata dagli esperti è quella di sottoporsi annualmente ad analisi volte a individuare eventuale sangue occulto nelle feci, abbinata ad una colonscopia ogni 10 anni, consente di individuare il 75% delle lesioni e di intervenire in tempo. Particolare attenzione verso questo tipo di analisi dovrebbero prenderle quelle persone che presentano casi analoghi in famiglia. Nelle situazioni in cui si ha avuto un parente di primo grado che ha sviluppato un carcinoma del colon retto dopo i 55 anni, si ha un rischio doppio di poter essere a loro volta soggetti a tale neoplasia, rischio che triplica se la diagnosi era stata fatta tra i 45 e i 55 anni, quadruplicato se il tumore è insorto prima dei 45 anni.

Negli ultimi anni sono stati scoperti numerosi farmaci efficaci in grado addirittura di guarire i pazienti o, comunque, di tenere sotto controllo la malattia, sarebbe comunque preferibile riuscire a incrementare la prevenzione almeno in quelle situazioni dove non ci sono delle forme "ereditarie" della neoplasia, prevenzione che può essere fatta con uno stile di vita corretto e una sana alimentazione.

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