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Cancro al colon: mangiare fibre non basta - Salute: Integrare nella dieta alimenti ricchi di fibre, non diminuisce i rischi di tumore al colon

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Cancro al colon: mangiare fibre non basta

Cancro, mangiare fibre non basta

Integrare nella dieta alimenti ricchi di fibre, non diminuisce i rischi di tumore al colon. Questo è quanto è stato evidenziato su una ricerca pubblicata nel Journal of the American Medical Association.

La ricerca è stata coordinata da Stephanie Smith-Warner dell'Harvard School of Public health. Durante lo studio è emerso che assumere 30 grammi di fibre al giorno o 10 g, non diminuisce il rischio di cancro al colon.

Oltre a smentire un possibile beneficio delle fibre sull'incidenza dei tumori al colon, i ricercatori hanno riscontrato che una dieta ricca di carni rosse e bevande alcoliche ne aumenta i rischi.

Questo susseguirsi di notizie, in una ricerca si esaltano gli effetti delle fibre, poi arriva un'altra ricerca che ne smentisce i benefici, potrebbe far rimanere perplesse molte persone, primi fra tutti i pazienti che potrebbero essere direttamente interessati da questa patologia.

In un editoriale comparso nella rivista dove è stato pubblicato l'articolo, si cerca di spiegare il perché di questi dati contrastanti in diversi studi. Prima di tutto negli studi possono essere state usate fibre diverse: fibre come quelle del grano, dell'avena, del riso, dell'orzo, ecc. appartengono alla categoria delle fibre insolubili e trattengono l'acqua. Altre fibre invece, ad esempio quelle contenute in fave, piselli, lenticchie, ceci, ecc. stimolano l'accrescimento della flora batterica intestinale e sono di tipo solubile.

Si ha quindi già una distinzione a partire dalle fibre usate, bisogna poi considerare in che diete vengono integrate. L'azione delle fibre è fortemente legata al tipo di cibi che vengono ingeriti durante lo stesso pasto e al quantitativo di acqua bevuto.

Spesso gli studi vengono condotti trascurando dei particolari a cui altri ricercatori hanno dato più importanza, in questi casi il più delle volte si ottengono risultati diversi. Secondo l'autore dell'editoriale, John Baron, bisognerebbe strutturare meglio queste ricerche in modo tale da ottenere dei parametri che consentano un confronto dei risultati ottenuti più attendibili.

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