Iperico

Iperico (Erbe e piante medicinali)

Nome botanico: Hypericum perforatum L.
Famiglia pianta: Hypericaceae

Descrizione

La pianta dell'Iperico è detto anche "Erba di san Giovanni" perché fiorisce attorno al 24 giugno, giorno di san Giovanni. Pianta erbacea perenne, alta dai 60 agli 80 cm, che cresce comunemente nei campi incolti di Europa, Africa e America settentrionale. In alcune zone d'Italia, secondo tradizione, si lasciano macerare le infiorescenze fresche di Iperico in olio di oliva in un vaso di vetro trasparente, lasciato al sole per un mese. Il preparato assume un colore rosso sangue, ed è molto efficace nelle scottature, negli eritemi solari, in tutte le infiammazioni della pelle e, applicato localmente, è un rimedio "quasi miracoloso" per le emorroidi esterne. In fitoterapia sono utilizzate le infiorescenze.

Tempo balsamico: dati non disponibili.

Attività principali e impiego terapeutico

Dell'Iperico si usano le sommità fiorite, in macerazione in olio di oliva. L'olio così ottenuto presenta attività antinfiammatorie e cicatrizzanti, ed è utilizzato come lenitivo cutaneo. In Germania esistono molte specialità medicinali a base di Iperico registrate dal Ministero della Sanità per la cura della depressione lieve e moderata. L'Iperico ha un'azione calmante, migliora il tono dell'umore e la facile irritabilità. Recenti studi clinici hanno confermato che tanto i sintomi depressivi (umore depresso, ansia, perdita di interesse, sensazione di inutilità, minore attività) quanto i sintomi secondari (disturbi del sonno, mancanza di concentrazione, disturbi fisici) migliorano significativamente. Essi hanno inoltre confermato la completa assenza di effetti collaterali nella terapia con l'Iperico.

Conoscenze scientifiche

I costituenti chimici più importanti sono i flavonoidi, l'iperforina, l'ipericina e la pseudoipericina, un olio essenziale e la melatonina. Da circa trent'anni si conoscono le proprietà antidepressive dell'estratto secco di Iperico. L'effetto è confermato da numerosi trial clinici controllati, tanto che oggi è disponibile come specialità medicinale con obbligo di prescrizione medica. Il meccanismo d'azione è abbastanza complesso: inibizione della ricaptazione della serotonina, noradrenalina e dopamina; inibizione della ricaptazione del GABA a livello presinaptico; aumento dei recettori postsinaptici per la serotonina. Per questo l'Iperico trova oggi indicazioni nel trattamento medico di sindromi depressive di lieve e media entità, depressione stagionale e depressione da sindrome climaterica. Utilizzabile anche nei pazienti affetti da attacchi di panico. Sono particolarmente indicati estratti secchi ad alto contenuto in flavonoidi, mentre è stato dimostrato lo scarsissimo contenuto in principi attivi delle tinture alcoliche.

Avvertenze

Gli effetti collaterali sono realmente molto scarsi. Tra questi anche la fotosensibilizzazione (ma per dosaggi di molto superiori a quelli terapeutici). L'Iperico invece potenzia gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi di sintesi e determina la comparsa della sindrome serotoninergica (agitazione, confusione mentale, ipomania, turbe della pressione arteriosa, tachicardia, brividi, ipertermia, tremori, rigidità, diarrea). Inoltre agisce come induttore enzimatico sul sistema microsomiale epatico (Citocromo P450) interferendo sulla farmacocinetica di numerosi farmaci: in particolare riduce l'efficacia di: teofillina, digossina, anticoagulanti orali, ciclosporina, indinavir, estroprogestinici. Con lo stesso meccanismo d'azione l'Iperico potrebbe interferire sul metabolismo di altri farmaci, in particolare: carbamazepina, chinidina, diltiazem, eritromicina, flutamide, losartan, nifedipina, steroidi, tamoxifene, tassolo, warfarin, fenitoina, tolbutamide e torasemide. La cessazione improvvisa della terapia con Iperico può portare a un rapido incremento dei farmaci suddetti se somministrati insieme all'Iperico stesso.

Oltre ai farmaci già citati, l'iperico può interagire con i contraccettivi orali, gli anticolesterolo e gli immunosoppressori usati nei pazienti trapiantati, riducendone l'efficacia. In determinate situazioni è sufficiente un'unica somministrazione a causare problemi. Per questo l'uso dell'iperico deve essere sempre valutato rispetto ad altre terapie in corso e comunicato al medico.

Livelli di tossicità: considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

Gravidanza ed allattamento: usare con prudenza. Non si riscontrano effetti collaterali nella gravidanza per assunzioni di piccole dosi. Per il momento non sono stati riscontrati neanche effetti nei bambini nutriti con latte materno qualora la madre abbia fatto uso di questa pianta medicinale in quantità moderate. In entrambi i casi, esiste tuttavia il rischio che sorgano problemi. E' consigliabile l'uso sotto prescrizione medica.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età.

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